Perché andare al mare in Albania: ecco le spiagge più belle

L’Europa è ricca di destinazioni segrete che non sono state ancora prese d’assalto dal turismo di massa. L’Albania è senza dubbio capace di stupire i suoi visitatori con spiagge da sogno, calette rocciose e acque cristalline dall’aspetto quasi caraibico. Se hai intenzione di organizzare una vacanza non convenzionale, è giunto il momento di esplorare i piccoli villaggi marini che si estendono lungo 300 chilometri di costa sabbiosa. Cittadine di pescatori e baie isolate ti permetteranno di osservare tramonti mozzafiato, panorami dai colori sgargianti e suggestioni ioniche lontane dal caos cittadino. Abbiamo dunque stilato una classifica delle migliori spiagge albanesi in cui trascorrere una vacanza all’insegna del relax, anche solo per un week-end: ecco quali sono.

La Costa Adriatica dell’Albania: una vacanza per tutta la famiglia

L’Albania è particolarmente indicata per le coppie che viaggiano con bambini. Il motivo? La Costa Adriatica si estende fino al confine con il Montenegro e vanta alcune location silenziose, attrezzate e molto sicure. Tra le opzioni più gettonate dagli avventori locali citiamo Velipoja, Shën Gjin, Durrës, Golem, Spillenja, Divjaka e Vlora. Le sorprese non terminano qui: la costa sabbiosa dista pochi chilometri da Parchi Naturali, lagune e piccoli ecosistemi faunistici da ammirare dopo un bel tuffo nell’Adriatico. La versatilità del paesaggio rende la destinazione ideale sia per gli appassionati del mare sia per gli amanti del trekking e dell’alta quota (basti pensare alla Montagna di Llogara, la cui vetta supera i 1000 metri). Un vantaggio da non sottovalutare!

La Costa Ionica: le spiagge più belle dei Caraibi d’Europa

Non esageriamo quando affermiamo che la costa lambita dal Mar Ionio è tra le più iconiche e suggestive dell’intero Paese. Il litorale sabbioso lascia lentamente spazio a calette rocciose, baie isolate e percorsi naturalistici ideali per gli animi più avventurosi. Consigliamo di dirigersi in direzione di Valona e Saranda prima di proseguire verso il Parco Nazionale della Llogaraja, la meta perfetta per immergersi nel mare cristallino tra snorkeling e tuffi mozzafiato. La peculiarità della regione risiede inoltre nelle grotte scavate dalla forza dell’acqua nel corso dei millenni: il panorama è sicuramente suggestivo, nonchè corredato da strutture convenzionate che organizzano tour e attività adatte per tutte le tasche. Se invece prosegui da nord verso sud, ti suggeriamo di fermarti qualche ora presso Capo Rodoni. Il luogo – il cui nome albanese è Kape i Rodonit – è famoso in tutto il Paese per le sue falesie calcaree alte oltre 30 metri.

La Penisola di Karaburun in Albania

Se sei un viaggiatore abituale e desideri scoprire spiagge lontane dai flussi turistici convenzionali, non devi fare altro che raggiungere il Paradiso dell’Albania meridionale. La Penisola di Karaburun è considerata una delle spiagge più belle del Mediterraneo e – nonostante la sua fama – è spesso un luogo silenzioso, isolato e immerso nel verde circostante. Quest’area del Paese è accorpata all’isola Sazan e appartiene al Parco Marino Nazionale; qui potrai finalmente respirare il vero spirito della costa ionica. Il motivo? La regione è stata per lungo tempo abitata da pescatori e pirati. Non a caso, una delle attrazioni principali è nientemeno che la “Caverna dei Pirati” Hahi Aliu che dista pochi chilometri dalle due location principali, Saint Andrews e Grama Bay.

Perchè visitare le spiagge dell’Albania?

La riviera albanese è una meta turistica in lenta (ma costante) crescita! Sebbene i pregiudizi siano sempre duri a morire, il Paese sta investendo moltissimo in strutture ricettive, percorsi guidati, zone di camping e baie perfette per viaggiare in compagnia dei bambini. Non mancano poi occasioni per risparmiare considerevolmente sul budget della tua vacanza. Il paese è infatti collegato all’Italia da un flusso costante di traghetti che raggiungono l’Albania attraverso l’Adriatico con una vettura privata. Ciò ti consentirà di prenotare un servizio rapido, professionale e personalizzabile con cui muoverti in totale autonomia, esplorando le spiagge da sogno che si susseguono lungo 300 chilometri di costa.

I Luoghi Più Pericolosi al Mondo per le Immersioni

L’immersione subacquea è un’attività estrema che coinvolge l’intero corpo umano in una scesa verso il mondo sottomarino. Esistono delle acquee meravigliose che celano dei fondali cristallini da non perdere assolutamente. Nel nostro pianeta, tuttavia, sono presenti anche aree che nascondono una vasta gamma di pericoli. Chi pratica tale sport deve essere sicuramente armato di tanto coraggio ed avere quel pizzico di follia che solo la forte adrenalina può provocare. Nonostante il dolce sapore dell’avventura ci sono alcune zone che sarebbe bene evitare anche se siete dotati di attrezzatura da sub professionale.

1) Il Sistema del Diavolo in Florida

Il Piccolo Diavolo, l’Occhio del Diavolo e l’Orecchio del Diavolo sono un insieme di grotte sottomarine che determinano il cosidetto Sistema del Diavolo. I fondali meravigliosi di queste acque possono essere una trappola e portarti verso le correnti violente e impetuose che renderebbero l’esplorazione rischiosa.

2) Il Pozzo di Jacob in Texas

Recarsi all’oasi “Jacob’s Well” potrebbe essere una mossa piuttosto azzardata, in quanto circa otto esseri umani ci hanno già rimesso la pelle.

Le dimensioni di questo pozzo sono state individuate tra i dieci metri di larghezza e una massima profondità di quaranta piedi (unità di misura americana). Si sviluppa poi verso il basso in più cavità raggiungibili per la maggior parte solo da professionisti del settore.

3)The Shaft Sinkhole in Australia

Situate nel sud dell’Australia, a Mount Gambier. All’apparenza sembra una semplice fattoria ma in realtà tra animali e campi coltivati si nascondono alcune tra le piu affascinani camere marine al mondo. Sotto il terreno, infatti ,attraverso un piccolo ingresso si entra in un’incavo naturale nel sottosuolo con una despressione di oltre 120 metri. The Shaft, così chiamata, é la fossa più oscura e abissale dell’intera regione. Se si ha il coraggio di percorrerla in profondità ad un certo punto si arriva in un enorme complesso di laghi, grotte e cavità tortuose nelle quali ci si potrebbe perdere.

4) Blue Hole nel Golfo di Aqaba

In tutta la superficie marina esistono tre “blue hole”, ma sulla costa del Mar Rosso nei pressi di Dahab è possibile scovare un favoloso regno sottomarino che per gli appassionati è una vera e propria aspirazione.

Questa meta paradisiaca è una cavità di origine carsica, che prende il nome dalle acque profonde che gli appartengono. Le sue pareti rocciose sono caratterizzate da forme stravaganti e irregolari, accompagnate da una barriera corallina letteralmete magica. Nella grande voragine, a metà della sua depressione, è situato un piccolo “portale” a forma d’arco che conduce in mare aperto. Il varco è conosciuto per la sua forte pressione che alle volte si dimostra fatale per la vita dei sommozzatori spinti fin laggiù.

Centinaia di esperti sono morti a causa del manifestarsi delle narcosi d’azoto, un disturbo reversibile che comporta allucizinazione, euforia e perdita di giudizio. Per essere stato il luogo dove si sono verificati questi tragici eventi prende tristemente il soprannome di Diver’s Cemetery (Cimitero dei Sub).

5) Isola di Coco in Costa Rica

Al largo dell’Oceano pacifico è possibile innamorarsi all’istante dell’Isola Cocos, definito patrimonio naturale dell’umanità. Questa perla oltre l’orizzonte custodisce gelosamente un’abbondante vegetazione tropicale, resa possibile dalla quantità colossale di alluvioni presenti nella località. Se però iniziamo a parlare degli abissi che ospità quest’oasi cambiano le carte in tavola. In questo punto nel mare lontano dalla terra ferma ci sono forme di vita inesistenti in tutto il mondo. In particolare, se hai bisogno di una scarica di adrenalina scendendo nell’oceano sottostante ti imbatterai in una coreografia eseguita da centinaia di specie di squali diverse. Proprio per questo motivo misterioso e altrettanto inquietante viene soprannominato “Shark Island”. Nell’Isola di Coco, tuttavia, gli squali non sono l’unico pericolo. Le forti correnti fanno modo che la visita sia raccomandabile solo ai sub più esperti.

Perché scegliere l’isola del Giglio per la vostra prossima vacanza?

Scegliere l’isola del Giglio per la tua prossima vacanza, non solo riuscirà a soddisfare la tua voglia di relax in mezzo ad una natura incontaminata e ricca di bellezze artistiche nascoste tutte da scoprire, ma ti permetterà di ammirare e vivere, la seconda isola dell’Arcipelago toscano, in tutto il suo splendore e fra tutte le sue piagge mozzafiato.

Perché scegliere l’isola del Giglio per la vostra prossima vacanza?

L’isola del Giglio, la seconda dell’Arcipelago toscano, può trasformarsi in una vacanza che ti entrerà nel cuore e che sicuramente rimarrà una delle tue mete preferite per anni. Il suo paesaggio incontaminato si alterna tra scorci paesaggistici mozzafiato e spiaggie caratterizzate dalla presenza di scogliere facilmente raggiungibili a piedi. Tra le tante spiagge, ti consiglio quella di Aranella e delle Caldane caratterizzate da baie con sabbia bianca e dorata e dal colore azzurro e cristallino del mare.

Da visitare anche Giglio porto, una frazione antica dell’isola; Giglio Castello con il suo maestoso castello medioevale; Giglio Campese conosciuta per la sua immensa e frequentata spiaggia e il Faro di Capel Rosso e la sua meravigliosa vista panoramica.

Come arrivare all’isola del Giglio?

Per giungere sull’isola del Giglio dovrai arrivare a Grosseto, provincia della Toscana, o più precisamente al porto Santo Stefano, unico punto di partenza che ti consentirà di arrivare sull’isola. La compagnia di navigazione che effettua la traversata, solamente diurna, è la Toremar, che garantisce collegamenti in diverse ore del giorno e durante tutto l’anno.

Il tempo di traversata sul traghetto sarà piacevole e rilassante e in un’ora circa ti consentirà di iniziare la tua vacanza. Gli orari possono variare in base alle stagioni, e durante il periodo invernale si può scegliere di partire al mattino alle ore 08.45 o di sera alle 18.45.

Il traghetto che ti porterà sull’isola del Giglio, consente di trasportare non solo passeggeri ma anche veicoli, con i quali qualsiasi meta da visitare si potrà fare in tutta libertà e autonomia. Le possibilità di viaggio ti consentono non solo di viaggiare comodamente seduto sulle poltrone del traghetto, ma anche di poter ammirare il paesaggio acquistando il passaggio ponte. A bordo, qualsiasi sia la sistemazione che hai scelto, ti consentirà di usufruire di tutte le comodità e i servizi presenti, come il solarium, lo snack bar e l’uso di Internet attraverso il servizio wi-fi.

Cosa fare in vacanza all’Isola del Giglio?

L’isola del Giglio si concentra in soli 21 Km di estensione e rappresenta la vera essenza della natura selvaggia e incontaminata circondata dal mare turchese e cristallino. E’ situata di fronte al Monte Argentario da dove, sulla costa settentrionale, si trova il porto Santo Stefano che permette di raggiungerla. La vacanza sull’isola del Giglio è l’ideale per gli amanti del trekking, i quali potranno scegliere tra i vari sentieri quelli più facili o altri di difficoltà moderata, tutti caratterizzati da attrattive naturali nascoste e selvatiche.

Tra le tante attività non possono mancare quelle che ti porteranno in fondo al mare, dove il paradiso marino si trasforma in un escursione accompagnata da pesci colorati, murene, sogliole e relitti di navi in mare aperto. Per gli appassionati degli uccelli e la loro bellissima varietà di specie, l’isola offre la possibilità di poter ammirare passeri, rapaci, gabbiani, animali che con il loro danzare regaleranno alla vacanza un ulteriore sensazione di relax e libertà.

Ovviamente, tra le tante attività ed escursioni, non deve mancare la soddisfazione del palato, che potrà essere appagato nei vari ristoranti locali e caratteristici dell’isola che propongono non solo piatti di pesce, come il cacciucco, i totani ripieni ed il pesce in scaveccio, ma anche pietanze come le olive sotto pesto, la minestra di fagioli e il coniglio alla cacciatore. Il dolce che caratterizza l’isola è il panficato realizzato con fichi, pinoli, vinella, cannella, cioccolato, marmellata d’uva, mandorle, nocciole e buccia d’arancia, un insieme di sapori e tradizioni che dovranno essere accompagnati dagli ottimi vini dell’isola del Giglio.

Barbecue elettrico o a gas?

Immagina una serata piacevole in compagnia dei tuoi più cari amici, tutti riuniti in casa o in giardino per una bella grigliata mista. Quattro chiacchiere, un bicchiere di vino, ottimo cibo cotto alla perfezione…Bello, vero? Già, ma il dilemma è: meglio il barbecue elettrico o quello a gas? Andiamo a comparare le due tipologie e a vedere nel dettaglio le caratteristiche, i prezzi medi, i pro e i contro di ognuno.

Il barbecue elettrico: a chi è adatto?

Il barbecue elettrico è generalmente di modeste dimensioni e si presenta meno impegnativo, in termini di spazio e in termini economici, rispetto al modello a gas. Può essere usato sia all’interno, sia all’esterno della vostra abitazione. In commercio si trovano addirittura delle versioni da tavolo comode, pratiche e piuttosto economiche.

Il range di prezzo medio varia infatti dai 20 euro in su per i modelli portatili ai 100 euro in su per i modelli più grandi, accessoriati e solitamente muniti di supporto, da adagiare su di una superficie piana. Si possono trovare articoli regolabili in altezza, una funzione davvero utile e che agevola la postura e il comfort durante la preparazione del vostro pranzo o della vostra cena. Il costo varia in base alla potenza (il dato da confrontare a riguardo è il numero di watt), alla struttura e agli accessori in dotazione, come ad esempio paravento, leccarda raccogli grasso, piano di cottura…Il funzionamento avviene tramite una resistenza elettrica che si surriscalda e genera calore.

Questo è un dato importante da considerare se si vuole utilizzare il barbecue all’aria aperta: occorre infatti assicurarsi di avere una presa elettrica a portata di mano o una prolunga sufficientemente lunga. La cottura dei cibi è omogenea in quanto avviene tramite il calore sprigionato dalla griglia e la temperatura è generalmente regolabile tramite termostato: gli alimenti hanno però bisogno di più tempo per cuocersi se lo compariamo ad un barbecue a gas. Consigliamo di verificare che il modello che si intende acquistare non sia troppo poco potente, onde evitare il problema che non emani sufficiente calore e che occorra troppo per cuocere.

Esistono dei modelli che prevedono una superficie antiaderente e una leccarda al di sotto della griglia che ha la funzionalità di raccogliere lo sporco e il grasso, accessori consigliatissimi per la facilità di pulizia dopo l’uso. Per pulire in maniera ottimale bisogna fare attenzione a non immergere nell’acqua le parti elettriche, poi è consigliabile smontare le parti lavabili e lavarle normalmente con una spugna intrisa di acqua e sapone per piatti. Per le restanti parti si consiglia l’utilizzo di un panno umido, in ogni caso consultare l’apposito libretto per essere sicuri di mettere in atto tutte le precauzioni per la sicurezza e per una pulizia e manutenzione da manuale.

Barbecue a gas

Il barbecue a gas è di solito più grande e robusto rispetto al barbecue elettrico, ha una più alta qualità ed è di conseguenza più costoso. In questo caso i prezzi variano indicativamente dai 150 ai 500 euro e sono i dettagli che fanno la differenza, come ad esempio: la stabilità e la solidità, il numero di bruciatori, gli accessori extra (ad esempio una piastra, un fuoco supplementare, un cassetto per la raccolta del grasso e dello sporco). Sono sicuramente adatti ad essere posizionati all’esterno.

La caratteristica principale è che funzionano grazie al GPL o al metano contenuto nella bombola, il che garantisce una certa potenza che si traduce in cottura veloce e di medio-alta intensità dei cibi. I modelli con coperchio garantiscono un risultato più morbido e si traduce sulla consistenza più gradevole dei cibi. Per quanto riguarda la manutenzione, è importante controllare periodicamente il tubo e sostituire la bombola, una volta terminata. Un po’ di dimestichezza con le bombole di gas e forza per sollevarle (non sono leggerissime) sono due prerequisiti essenziali per chi volesse scegliere questa tipologia di barbecue.

Come tagliare i capelli con un Tagliacapelli?

Tagliarsi i capelli in casa con un tagliacapelli

In questi ultimi mesi del 2020, molti uomini hanno provveduto a imparare a tagliare i capelli in casa a fratelli, padri e mogli a mariti e agli uomini di casa, per tanti motivi. Sarà stato per i parrucchieri chiusi all’inizio dell’anno, per la comodità di poterlo fare da casa, senza dover tener conto degli orari dei saloni dei barbieri, oppure per una semplice comodità. Fatto sta che è sempre più usato il rasoio elettrico per tagliarsi i capelli. Ma come farlo in casa e soprattutto da chi farsi tagliare i capelli?

I preparativi al taglio

Prima di iniziare a tagliare i capelli, ci sono dei preparativi da fare, da organizzare. Innanzitutto bisogna capire chi taglia a chi. Che sia una donna o un uomo a tagliare, poco importa. E poco importa anche se è la prima volta che lo fa. Ovviamente non si parla di tagli con il rasoio elettrico di quelli graduati con varie lunghezze, sculture e giochi di onde. Parliamo di rasare i capelli o di farli più corti ai lati con maggiore lunghezza sopra. Gli accordi preliminari in questo sono fondamentali. Se, poi, è una rasatura sul cuoio capelluto da fare, ancora meglio.

Bisogna scegliere il luogo giusto. Di solito cerca di prediligere il bagno, per essere più vicini al lavandino, per il risciacquo, o per evitare di seminare capelli corti in giro per casa. Ricordati, allora, di togliere il tappeto che è peggio di un aspiratutto. Lo specchio davanti alla persona a cui stai tagliando i capelli ti comporterà continui momenti di stupore, di indicazioni sul taglio, non si fa così, va bene ora prosegui dall’altra parte, insomma, uno stress continuo. Se vuoi tagliare in piena serenità, meglio evitare gli specchi, almeno fino alla fine, quando il taglio sarà fatto e l’unico rimedio è un cappello o aspettare qualche mese che ricrescano.

Detto questo bisogna che ti procuri gli strumenti adatti come forbici, pettine, asciugamano da mettere sulle spalle di chi avrà il taglio, e rasoio elettrico con relativi accessori, come pettini di diversa misura e spazzola per pulirli. Scopa e raccogli mondezza sempre a portata di mano, così da non scivolare sulle ciocche di capelli, e una bella sedia comoda per far sedere chi ha scelto di affidarsi con fiducia al tuo taglio.

Arrivato il momento di tagliare

Facciamo accomodare l’uomo di casa, metti una musica di sottofondo per farlo rilassare e concentrati su quanto stai per fare, prenditi tutto il tempo che ti serve, senza fretta. La sicurezza è una buona qualità che puoi sfoggiare, ti farà sembrare esperto. Poi, usare il rasoio nella direzione inversa della crescita dei capelli permetterà al taglio di risultare più preciso.

Nel caso in cui ti trovassi ad effettuare un taglio da capello lungo a corto, sarà cura tagliare prima le ciocche con le forbici, per evitare che il rasoio possa incepparsi con troppi capelli, e sarà anche una buona prassi quella di pulire il pettine del rasoio elettrico spesso. Dopo aver portato i capelli ad una lunghezza da taglio, meglio procedere con il pettine con distanza maggiore dalla nuca, e dopo quello avvicinarsi col pettine a distanza minore. Prendere confidenza con i pettini del rasoio elettrico ti permetterà di fare un taglio regolare su tutta la testa, e di accorciarlo dove serve.

Alla fine del taglio, dopo aver verificato che tutti i punti più nascosti come quelli dietro le orecchie, e più incurvati come la nuca e i lati, all’attaccatura dei capelli, siano stati tutti tagliati. Meglio fare un controllo controluce, per evitare che anche solo un capello possa essere sfuggito e risultare molto più lungo al riflesso, e far fare brutte figure al tuo cliente per un pomeriggio. Prenderti il tempo per controllare tutti i dettagli è sempre buona cosa e sarà apprezzato molto. Tagliare i capelli con il rasoio elettrico lo può davvero fare chiunque, anche tu. Pazienza, cura e attenzione, e tutto sarà più facile che mai.

Le previsioni sui mutui per il 2021

La richiesta di mutui e le loro erogazioni rimangono invariate negli ultimi tre mesi del 2020, ma vista l’emergenza Covid potrebbero esserci conseguenze inaspettate.

Mutui concessi nel 2020

Ultimamente il numero di compravendite immobiliari ha avuto un calo repentino, gli esperti del settore hanno ipotizzato anche ad un ribasso dei volumi dei mutui erogati; ma così non è stato, infatti proprio come è successo i primi tre mesi dell’anno anche i successivi tre hanno riportato una crescita nel mercato, portando i dati semestrali delle erogazioni dei muti a 25,2 miliardi di euro avendo così un rialzo del +9,8% rispetto all’anno precedente.

Nel secondo trimestre del 2020 le operazioni di surroga sono aumentate del +243% paragonandole allo stesso periodo del 2019. I mutui sono aumentati secondo i dati registrati a settembre 2020, a confronto con i dati precedenti al Covid. Rimane comunque in contrazione la velocità con la quale aumentano le consistenze, proprio in virtù di questa emergenza sanitaria che ha colpito il mondo.

Interessi sui mutui: trend del 2020

Gli indici di riferimento hanno evidenziato che i tassi sono arrivati a valori storici minimi e di conseguenza il costo del prodotto medio è più basso rispetto agli anni precedenti. L’Euribor, cioè l’indice che si occupa dei mutui a tasso variabile, è sceso drasticamente a -0,49% nel settembre 2020. L’Eurirs, cioè l’indice che si occupa dei mutui a tasso fisso, è diminuito anch’esso. I prodotti a tasso fisso hanno avuto un forte incremento rispetto all’anno precedente, con quasi un aumento del 20% nei primi sei mesi del 2020, questo in quanto le famiglie scelgono prodotti a basso rischio con tassi bassi poiché la situazione economica generale non è delle migliori.

Che tipo di mutuo chiedere nel 2020

Un mutuo in media ha una durata di 24,7 anni, quindi è in diminuzione rispetto all’anno scorso. Nei primi sei mesi del 2020 la cifra media di un mutuo concesso su tutto il territorio italiano si aggira intorno a 113.902 Euro, avendo un piccolo aumento rispetto al 2019. Principalmente si richiede un mutuo per acquistare la prima casa, infatti queste domande occupano l’87,6% di tutte le richieste. Differentemente coloro che prendono un finanziamento per acquistare la seconda casa sono solo il 2,3%. L’età media di chi ha preso un mutuo nei primi mesi del 2020 è più o meno di 40 anni.

Previsioni sui mutui 2021

Le famiglie italiane hanno tenuto il mercato dei mutui ad un livello accettabile nonostante la pandemia in corso portata dal Coronavirus. Infatti il 2019 ha chiuso con una media di 49 miliardi di euro e ad oggi il 2020 rimane più o meno con gli stessi valori; questo grazie alla Bce che ha aiutato a tenere i tassi di interesse bassi così da agevolare l’accessibilità al credito delle famiglie a tassazioni basse, mettendosi così a favore dell’economia e delle finanze dell’Europa che ha riscontrato delle problematicità.

Come saranno i mutui nel 2021? Il trend nel prossimo anno sarà suggestionato dalla proposta, sia in merito agli acquisti che alle operazioni di sostituzione. Tutto questo però andrà calcolato in base all’impatto che l’emergenza mondiale sanitaria avrà sull’economia. Al giorno d’oggi, dato gli importi delle case ancora molto convenienti ed i tassi dei mutui relativamente bassi, il mercato immobiliare mantiene molte opportunità in gioco, sia per chi cerca una casa dove vivere, sia per chi l’acquista come investimento.

Prestito Personale: Garante e fideiussione 5 Cose da Sapere

Per la concessione di un prestito personale, la garanzia più comune e diffusa che viene richiesta dall’istituto che eroga il credito è quella della fideiussione, ovvero della firma di un garante per il prestito. Nella fideiussione, l’istituto di credito chiede che una terza persona faccia da garante per il pagamento del prestito del cliente nel caso in cui quest’ultimo non posso ottemperare al pagamento: solitamente il fideiussore è un familiare del cliente.

Si ricorre alla fideiussione quando il cliente è al primo prestito personale, oppure ha un contratto di apprendistato o a tempo determinato; anche quando l’importo risulta essere particolarmente elevato, l’istituto di credito può richiedere questa forma di garanzia. Ci sono alcune cose nell’istituto della fideiussione che è bene sapere, in particolare cinque cose che occorre avere ben presente prima di ricorrere a questa particolare garanzia. Vediamole insieme.

Tipi di fideiussione

La tipologia di fideiussione più comune è quella definita illimitata e solidale, nella quale, in caso di mancato pagamento da parte del cliente, il fideiussore si impegna a pagare l’intero ammontare del debito. Tuttavia esistono anche altre forme di fideiussione:

  • fideiussione con beneficio di escussione: con la quale il garante si impegna con la banca solo per l’ammontare che resta in seguito all’escussione del debitore garantito;
  • fideiussione parziale: nel caso in cui la garanzia si limita a una parte del totale dell’importo;
  • fideiussione pro – quota: nella quale il debito viene diviso tra più garanti, ognuno responsabile per la sua propria quota.

Costi di una fideiussione

Il costo per una fideiussione non è fisso ma dipende da diversi elementi: primo fra tutti, in base all’importo che occorre. Successivamente anche la durata della garanzia e i motivi per cui si ricorre alla fideiussione, possono incidere sull’aumento o riduzione della fideiussione.

Caratteristiche del fideiussore

Come visto prima, solitamente il fideiussore è un familiare del cliente che tuttavia deve avere determinate caratteristiche dal punto di vista economico e finanziario. Come prima cosa, infatti, deve essere in possesso di una storia creditizia pulita, senza essere mai stato protestato o segnalato come cattivo pagatore; oltre a ciò, è importante che possa avere un reddito dimostrabile o delle proprietà immobiliari che possano fungere da garanzia per il debito.

Le fideiussioni assicurative e bancarie

Oltre alla persona fisica, vi sono anche altre figure che possono svolgere la funzione di fideiussore come la banca o un’assicurazione. Nella fideiussione bancaria, è la banca stessa a farsi garante del debito del proprio cliente, o anche può svolgere la stessa funzione anche un’altra banca: ciò comporta tuttavia costi più elevati e tempiste maggiori per l’erogazione del credito.

La fideiussione assicurativa, molto più economica e veloce ed è tipica dei contratti di franchising, contratti di locazione o cauzione in occasione di gare d’appalto. Esiste infine un tipo di fideiussione definita finanziaria, nella quale una società finanziaria garantisce il debito del proprio cliente.

Quando interviene il fideiussore

Il fideiussore interviene prima che la rata scada: viene quindi avvisato per tempo e, una volta realizzata la sua funzione di garanzia, ha diritto di rivalsa sul cliente per rientrare il possesso della somma di denaro spesa.

Visiere protettive e mascherine a confronto: quali funzionano meglio?

In questo periodo di emergenza causato dall’esplosione della pandemia da Covid-19 stiamo assistendo anche ad una massiccia fase di produzione dei principali dispositivi di protezione personale (DPI). Tra i più ricercati e utilizzati troviamo principalmente le visiere protettive e la classica mascherina usa e getta o lavabile. Ma qual è quello che funziona meglio? Lo scopriremo insieme in questo articolo.

VISIERA PROTETTIVA: COS’È E COME FUNZIONA

Qualsiasi tipologia di visiera protettiva non è in alcun modo un dispositivo di tipo medico quindi utilizzata da sola non garantisce un livello di protezione abbastanza elevato da scongiurare qualsiasi rischio di contagio. Vengono infatti definite come dispositivi ausiliari o secondari in quanto, soprattutto per quanto riguarda l’emergenza del Covid-19, devono assolutamente essere utilizzate insieme alle mascherine.

Il loro funzionamento è abbastanza semplice così come la loro struttura, infatti, sono costituite solamente da una visiera collegata ad un supporto semi-rigido il quale permette di indossarla e di adattarla alle dimensioni del proprio capo. La visiera presente funge da vero e proprio schermo contro le particelle di saliva potenzialmente infette riducendone quindi il numero e diminuendo il potenziale rischio che queste possano arrivare alla nostra bocca o al nostro naso o semplicemente poggiarsi sulla mascherina sottostante. Nel gergo medico tutte le goccioline di saliva vengono definite droplet ovvero un insieme di liquidi nebulizzati che vengono espulsi durante uno starnuto o un colpo di tosse e rappresentano una vera e propria minaccia per la salute delle persone poste nelle immediate vicinanze.

Tra i principali vantaggi delle visiere protettive abbiamo:
– ergonomia e facilità di utilizzo;
– visiera trasparente;
– versatilità.

Tra i principali difetti invece:
– costo;
– peso;
– livello di protezione non sufficiente se utilizzata come unico dispositivo di protezione personale;
– dimensioni.

MASCHERINA: CARATTERISTICHE PRINCIPALI E TIPOLOGIE

L’utilizzo delle mascherine come dispositivi di protezione personale risale a molti anni fa ma negli ultimi mesi ha visto una notevole impennata a causa della diffusione mondiale del nuovo coronavirus. Moltissime aziende hanno aumentato la produzione per accontentare l’enorme richiesta da tutte le parti del mondo e il loro ruolo centrale nella prevenzione e nella riduzione del contagio è stato ormai dimostrato a livello scientifico.

Esistono principalmente le seguenti tipologie di mascherine:

chirurgiche: le mascherine chirurgiche rappresentano il modello più classico e utilizzato ed inoltre sono le uniche riconosciute ufficialmente come dispositivi medici tanto da essere largamente utilizzate anche negli ospedali e in qualsiasi altro presidio medico. Le loro dimensioni e il peso ridotto ne garantiscono un’elevata facilità di utilizzo e riducono drasticamente il rischio di espellere o di venire a contatto con droplet infetti. Un altro pregio è rappresentato dal costo basso. Mentre tra i difetti abbiamo il loro essere monouso quindi sono pensate per garantire la massima sicurezza per una durata breve e l’impossibilità di filtrare i vari aerosol ovvero le particelle più piccole presenti nell’ambiente circostante;
industriali/professionali: in questa categoria rientrano tutte quelle mascherine solitamente utilizzate in campo industriale specie nei settori metallurgici dove è fondamentale proteggersi da eventuali residui di metallo o di vernice. Ne esistono di tre tipi e si differenziano per la loro struttura e ovviamente per il livello di sicurezza garantito (FFP1, FFP2, FFp3). Possono essere dotate, inoltre, di una particolare valvola per garantire maggiore protezione a chi le indossa.

QUALE SCEGLIERE PER PROTEGGERSI AL MEGLIO?

Come abbiamo potuto constatare in questo articolo, l’utilizzo delle mascherine chirurgiche è sicuramente il metodo migliore e più efficace per proteggere sé stessi e gli altri da eventuali cariche infettive. L’uso poi anche delle visiere protettive come quelle presenti sul sito www.visieraprotettiva.net è consigliato solo in condizioni particolari o se impiegati in lavori molto delicati e che comportano un continuo contatto con un gran numero di persone.

Come proteggersi contro virus e batteri: quali dispositivi di protezione utilizzare

Virus e batteri rappresentano una costante minaccia, sia all’esterno che all’interno della propria abitazione. La maggior parte dei batteri infatti è in grado di persistere per molte ore al di sopra delle superfici con un conseguente aumento delle possibilità di contagio. Tuttavia, le possibilità di contrarre un virus sono maggiormente ricollegate al contatto fisico, in particolare a quel tipo di contatto che consente lo scambio di batteri tra le mucose di diversi individui. Per questo motivo oggi elencheremo quali sono i dispositivi di protezione individuale specifici per proteggersi da virus e batteri e quali utilizzare nei differenti casi.

Virus e batteri: come si trasmettono e cosa fare

Moltissimi virus con elevata carica virale possono entrare in contatto con noi anche quando non ce l’aspettiamo: uno starnuto, un colpo di tosse o più semplicemente il contatto con le mani infette rappresentano elevati fattori di rischio durante la circolazione di virus e batteri. Fortunatamente, esistono svariati DPI da poter utilizzare a seconda delle circostanze, sia in casa che fuori, in grado di tutelare chi li indossa e le persone attorno a noi grazie a delle specifiche proprietà. Sul sito Protezione Individuale li potete trovare tutti, ma vediamo meglio insieme quali sono.

DPI contro virus e batteri

I primi dispositivi di protezione consigliati sono i guanti in lattice o guanti chirurgici. Essi rappresentano un supporto notevole qualora ci ritrovassimo fuori casa e a contatto con superfici toccate da molti; bus, mezzi pubblici, maniglie, ecc. infatti possono contenere tracce di virus e contagiare così chiunque entri in contatto con loro. Utilizzando i guanti chirurgici, dopo aver lavato sapientemente le mani, è possibile arginare questo problema avendo la garanzia di star proteggendo se stesso e gli altri. A seguire, abbiamo le mascherine per il viso, utilizzate soprattutto in caso di batteri in grado di provocare influenze virali. Questi dispositivi servono soprattutto per evitare la possibilità di contagiarsi ulteriormente, garantendo a chi sta con noi la giusta protezione. In commercio ne esistono di svariate tipologie, tutte contraddistinte da una struttura propria ideale per fronteggiare ambienti differenti. Dalle classiche usa e getta molto economiche alle più complesse mascherine farmaceutiche, in grado di proteggere sia la salute dell’interessato che di evitare che egli trasmetta il virus ad altre persone. Poi, vi sono le visiere protettive per gli occhi, indispensabili quando si lavora in un ambiente a rischio come, ad esempio, una struttura ospedaliera, in quanto consentono di evitare che le mucose degli occhi possano entrare in contatto con germi e virus. L’interazione tra le varie mucose è, infatti, il mezzo di contagio diretto più preoccupante ed è sempre bene proteggere ogni parte del corpo che potrebbe concorrere alla trasmissione.

Quali norme igieniche adottare per ogni DPI

Prima di adoperare un qualsiasi DPI contro virus e batteri, è indispensabile accertarsi che le mani siano state accuratamente lavate per un intervallo di tempo non inferiore ai 30 secondi. Al di sotto di questo tempo infatti, moltissimi germi non vengono eliminati e sono in grado di sopravvivere anche per ore. Molto utile quando si è fuori casa è l’utilizzo di un gel disinfettante a base alcolica, il quale pur non rientrando tra i dispositivi di protezione individuale rappresenta una valida alternativa ai tradizionali acqua e sapone. Prima di toccare guanti, occhiali, mascherine o visiere l’utilizzo del gel può preservare la condizione di sterilità di tali dispositivi, garantendone la funzionalità anche per svariate ore fuori casa.

Termometri con tecnologia a infrarossi, come funzionano?

Che cos’è il termometro a infrarossi?

Il termometro a infrarossi è uno strumento elettronico che permette di misurare la temperatura corporea di una persona tramite una tecnologia innovativa.

Prima di presentare il termometro a infrarossi e la sua struttura, è importante soffermarsi sul significato di “radiazioni a infrarossi”: esse vengono emesse direttamente dal proprio organismo in modo del tutto naturale (a differenza di quelle ultraviolette emesse dal Sole, note per essere particolarmente pericolose) e sono tra le più potenti.

Al contrario di quanto si possa pensare comunemente quindi, le radiazioni infrarosse vengono emesse in piccole quantità direttamente dal nostro corpo e dalla Terra, e sono ben note anche come fonte di energia e calore.

Come funziona il termometro a infrarossi

Il termometro a infrarossi ti permette di misurare la temperatura corporea direttamente sotto forma di calore, individuando le radiazioni infrarosse emesse dal nostro organismo: il termometro non emette alcuna radiazione, bensì le intercetta.

La tua temperatura potrà quindi essere misurata grazie ad un apposito sensore termico, il quale si trasforma successivamente in un segnale elettrico ed infine digitale: per questo motivo, questo termometro può anche essere definito digitale, nonostante non utilizzi in maniera diretta un sensore elettronico.

Potrai misurare tranquillamente la tua temperatura corporea grazie a un beccuccio anteriore che dispone di un puntatore luminoso.

Le tipologie di termometri a infrarossi

Seppur i termometri a infrarossi abbiano le medesime funzioni, come si può vedere anche sul sito termometroinfrarossi.net sono distinti in tre differenti tipologie. Queste infatti variano a seconda del funzionamento o delle caratteristiche di cui sono costituiti, ma risultano comunque altamente affidabili e non pericolosi per la salute dell’organismo umano. Nello specifico, potrai usufruire dei termometri frontali, auricolari oppure frontali ed auricolari.

Quasi tutti questi modelli ti permettono di misurare non solo la temperatura del tuo organismo, ma anche quella di un oggetto o di vari alimenti (cibo, acqua, etc..). Pertanto, potrai anche utilizzarlo al fine di tenere sotto stretto controllo la tua salute ed evitare così di ingerire acqua o cibo che abbiano delle temperature non consone alle tue esigenze.

Tra le tipologie precedentemente presentate di termometri a infrarossi, ti è possibile selezionare quello auricolare per i tuoi bambini. Infatti, quest’ultimo ti permette di misurare la temperatura corporea esclusivamente dall’orecchio del bambino. In questo passaggio, dovrai mantenere la massima attenzione in quanto il timpano è molto delicato in un bambino, ma i risultati della temperatura dati da questo strumento sono indubbiamente affidabili. A rendere efficaci i risultati è anche la stessa collaborazione dei bambini, i quali con questo metodo risultano più a loro agio.

Solitamente, si sconsiglia di utilizzare determinati termometri su neonati al di sotto dei tre mesi d’età e si sconsiglia di utilizzarli anche nei casi in cui il bambino, seppur più grande, sia particolarmente vivace e potrebbe rischiare pertanto di procurarsi dei danni tramite le stesse apparecchiature.

Nell’adulto, l’utilizzo di uno stesso termometro dovrebbe infine essere limitato ad una sola persona e non condiviso con altri componenti del proprio nucleo familiare.