Pressione arteriosa bassa: cause, sintomi e rimedi

La pressione arteriosa bassa, o ipotensione, è una condizione che si verifica quando i valori pressori sono più bassi rispetto ai valori normali. Solitamente si parla di ipotensione quando la pressione si aggira intorno ai 90/60 mmHg, dove il primo valore si riferisce alla pressione massima, o sistolica, mentre il secondo alla pressione minima, o diastolica. Benché meno grave rispetto ad una condizione di ipertensione, quindi con valori pressori molto alti, la pressione arteriosa bassa può portare a delle conseguenze anche serie se protratta nel tempo o associata ad altre patologie.

– Pressione arteriosa bassa: cause

Partiamo subito col dire che durante la giornata la pressione arteriosa subisce numerose variazioni, ad esempio mentre dormiamo questa risulta essere molto più bassa rispetto al resto della giornata. Le cause che possono portare ad una pressione arteriosa bassa possono essere molteplici e tutte di diversa natura e gravità. Difatti se nella maggior parte dei casi questa può rivelarsi del tutto normale e passeggera, vi sono alcune condizioni in cui può rivelarsi decisamente più seria.
Nello specifico le principali cause che possono portare ad una condizione di ipotensione sono:

  • Ipotensione da disidratazione: una forte disidratazione, dovuta ad esempio a vomito o diarrea, è la principale causa di un calo drastico e repentino della pressione arteriosa. Ma la disidratazione può verificarsi anche in casi in cui vi sia un’eccessiva sudorazione che porta anche alla perdita di importanti sali minerali, inducendo così una condizione di ipotensione.
  • Ipotensione gravidica: nelle donne in gravidanza è molto comune soffrire di ipotensione in quanto si verifica una consistente vasodilatazione periferica causata dall’ormone progesterone.
  • Ipotensione ortostatica: condizione che si verifica quando si cambia posizione troppo velocemente. Ad esempio dopo essere stati per parecchio tempo sdraiati ci si alza troppo velocemente, questa condizione tende a stabilizzarsi nel giro di pochi secondi.
  • Ipotensione da farmaci: l’assunzione di alcuni farmaci possono ridurre notevolmente i valori pressori del sangue, in particolare alcuni farmaci contro l’ansia e la depressione, i diuretici, determinati antidolorifici e antipertensivi.
  • Ipotensione associata a patologie: le principali patologie che possono indurre un calo di pressione sono lo shock anafilattico, uno scompenso cardiaco, una grave emorragia in atto, gravi infezioni.

Comunque sia è necessario prestare una maggiore attenzione in soggetti anziani, in quanto un brusco calo di pressione potrebbe portare ad una caduta con conseguenze anche molto gravi.

– Principali sintomi

Non sempre in caso di ipotensione possono manifestarsi dei sintomi, infatti nella maggior parte dei casi si tratta di una condizione asintomatica. Tuttavia tra i principali sintomi che possono manifestarsi in caso di pressione arteriosa bassa abbiamo vertigini e capo giri, vista appannata e stato confusionale, senso di stordimento e debolezza che spesso si traduce in svenimento.
La diagnosi di ipotensione viene fatta partendo dalla misurazione della pressione arteriosa, che nella maggior parte dei casi viene fatta diverse volte al giorno per diversi giorni. È possibile procedere da soli a casa propria con la misurazione acquistando l’apposito strumento disponibile anche online al sito Dispositivi Medici oppure recandosi dal proprio medico.

Dopo aver raccolto tutti i valori e fatto un’anamnesi completa del paziente, in cui vengono raccolte informazioni anche sullo stile di vita e i farmaci assunti, il medico può decidere di procedere con ulteriori esami, come ad esempio esame del sangue e delle urine, elettrocardiogramma e radiografia del torace.

– Rimedi contro la pressione arteriosa bassa

Fondamentalmente non esiste una terapia contro l’ipotensione ma solo alcuni utili consigli per cercare di prevenirla. Ad esempio nel caso in cui la pressione bassa deriva dall’assunzione di determinati farmaci allora si consiglia di interrompere immediatamente l’assunzione. Inoltre è fondamentale mantenere sempre una buona idratazione assumendo costantemente acqua e sali minerale ed evitare un’assunzione elevata di alcol e caffeina. In alcuni casi può rivelarsi utile anche l’uso di calze elastiche le quali favoriscono il flusso di sangue dalle gambe al cuore.

Purificatori d’aria: a cosa servono e come funzionano

PURIFICATORI D’ARIA: PERCHE’ SONO DIVENTATI COSI’ IMPORTANTI?

Negli ultimi anni si è diffusa enormemente la necessità di purificare l’aria presente all’interno di spazi chiusi altamente frequentati come possono esserlo gli uffici o, semplicemente, casa nostra in cui passiamo la maggior parte del nostro tempo in rilassatezza. Non si tratta di una moda del momento o di una forma di ipocondria perché, al contrario di quello che si possa immaginare, l’aria di casa, molto spesso, può essere anche più nociva di quella che si trova all’esterno. Questo avviene perché negli spazi chiusi, in cui non c’è un adeguato ricircolo d’aria, viene a crearsi un microclima ricco di sostanze nocive e potenzialmente pericolose per la nostra salute – fumo, acari, batteri, polveri, pollini, gas prodotti durante la cottura dei cibi… – che possono causare dal semplice fastidio alla gola, agli occhi e al naso a vere e proprie patologie respiratorie e cardiocircolatorie da non sottovalutare. Vivere in un ambiente in cui si respira aria pulita è fondamentale per tutti noi, ma soprattutto per gli anziani e i bambini che risultano essere i soggetti più vulnerabili dal punto di vista della salute delle vie respiratorie a causa delle frequenti forme allergiche e d’asma che li colpiscono.

La classica e vecchia apertura mattutina delle finestre di casa per far cambiare aria e ripulirla non basta più, soprattutto se consideriamo che la maggior parte di noi vivono in contesti che non garantiscono affatto un’aria esterna pulita e rigenerante.

Quindi, munirsi di un buon purificatore d’aria come quelli disponibili sul sito migliorideumidificatori.it diventa la soluzione ideale per ripulire l’aria carica di agenti che potrebbero danneggiare la nostra salute perché è in grado di eliminare gli inquinanti e gli allergeni presenti in casa favorendo la formazione di un ambiente sano e sterile capace di farci respirare meglio. In tal modo potremo svolgere tutte le nostre attività quotidiane in casa sentendoci più rivitalizzati e, di notte, il nostro riposo sarà più efficace e duraturo grazie alla qualità dell’aria notevolmente migliorata.

COME FUNZIONANO I PURIFICATORI D’ARIA?

In commercio esistono svariati modelli di purificatori, ma, essenzialmente essi funzionano grazie alla presenza di specifici filtri che vanno ad imprigionare le particelle potenzialmente inquinanti così come le polveri sottili. Innanzitutto, troviamo un basilare filtro anti-polvere che funziona da prima barriera contro il pulviscolo più spesso ed evidente anche ad occhio nudo, ma un purificatore d’aria di qualità deve essere dotato anche di filtri HEPA e ai carboni attivi in grado di filtrare tutte quelle sostanze dannose per la nostra salute che non riusciamo a vedere come le polveri sottili, i batteri e i pollini.

I filtri HEPA – acronimo di High Efficiency Particles Air – sono fondamentali per avere la certezza che l’aria sia davvero pulita perché riescono a trattenere particelle inquinanti microscopiche. Per avere un’idea più precisa, si pensi che si tratta di filtri in grado di imprigionare batteri piccoli fino a 0,01 micrometri: detto ciò, è facile intuire che un purificatore d’aria dotato di un ottimo filtro HEPA può anche riuscire a creare una barriera efficace contro molti virus presenti nell’aria, dai più innocui a quelli estremamente pericolosi per la nostra salute.

Il ruolo del filtro ai carboni attivi, invece, è quello di intrappolare i composti organici volatili presenti all’interno della nostra casa. Pensiamo, ad esempio, alle particelle di vernici o solventi che, con il passare del tempo, si staccano dai mobili, dai pavimenti in legno e da tutti gli oggetti che ci circondano e che vanno a saturare l’aria che respiriamo causandoci problematiche serie e debilitanti. Non solo, perché il filtro ai carboni attivi è in grado di ripulire l’aria dai cattivi odori prodotti dalla continua preparazione di cibo o dal ben più dannoso fumo di sigarette.

Piscine fuori terra: scopriamo insieme le tipologie in commercio

Per poter scegliere il modello di piscina più adatto alle proprie esigenze e disponibilità è utile scoprire quali sono i modelli più comunemente disponibili in commercio come quelli che si possono trovare sul sito Piscine Gonfiabili dove vengono spiegati anche i dettagli e le differenze tra uno e l’altro modello di piscina e i fattori da tenere in considerazione per la scelta del prodotto che fa più al caso nostro e che riusciremo poi a sfruttare al massimo.

Partendo dalla tipologia di modello si può, in misura preliminare, effettuare una prima distinzione. Le piscine fuori terra rappresentano l’alternativa ideale, e a basso impatto ambientale, ad una vera e propria piscina interrata. Questa categoria comprende sostanzialmente 3 tipologie: i modelli autoportanti, frame e le piscine rigide.

Piscine Autoportanti

In questa categoria rientrano tutti i modelli che si stabiliscono nella fascia economica. Queste piscine non montano un sistema di sostegno esterno e per questo risultato più vantaggiose dal punto di vista economico e pratico. I modelli fuori terra autoportanti hanno solitamente una forma circolare che si basa su una struttura molto semplice. Questi modelli presentano una forma circolare con un bordo gonfiabile ma molto resistente che, in questo modo, consente all’intera struttura di reggersi da sola.

Da un’analisi generale emerge che questi modelli sono i più convenienti sotto molti aspetti. Tralasciando l’aspetto economico, che pur è importante, queste piscine risultano facili da montare e posizionare nel luogo adibito. La piscina autoportante è infatti la soluzione ideale per tutti coloro che necessitano di una piscina per pochi giorni all’anno e esigono una flessibilità d’utilizzo come primo presupposto.

Analizzando, di contro, alcune possibili criticità di questi modelli si presenta una percentuale importante di danni dovuti a forature. In base a questa possibilità, se inutilizzati, questi modelli dovranno essere sgonfiati e riposti.

Piscine Frame

Le piscine frame rappresentano il secondo gruppo dei modelli fuori terra in quanto hanno una struttura diversa dalle prime. Su questo modello di piscina è previsto un sistema tubolare che ha il compito di sostenere l’intera piscina. Il modello in questione presenta una struttura totalmente adatta ai bambini. Le piscine frame sono realizzate in modo tale da non diventare proibitive per bambini, anche piccoli, una volta riempite.

Sotto un profilo strutturale questo sistema risulta essere più resistente e permette design alternativi. Per questo sono disponibili forme sia rotonde che rettangolari. I modelli frame risentono meno di danni dovuti alle forature e per questo possono essere sfruttati meglio delle piscine autoportanti. Per la loro resistenza, questi modelli possono essere lasciati all’aperto senza che la struttura subisca danni. Questa possibilità permette un utilizzo prolungato della piscina.

Piscine Rigide

Le piscine rigide sono, tra le fuori terra, i modelli che presentano un impatto ambientale paragonabile alle piscine interrate. Questi modelli infatti non possono essere rimossi dopo essere stati montati. Tralasciando quest’aspetto, la struttura fuori terra rigida rappresenta un’idea di piscina che racchiude molti dei pregi di una vera e propria piscina. A questo gruppo appartengono i modelli più grandi e accattivanti. La struttura con cui vengono montate permette di poter spaziare nel design e per questo restano i modelli più belli da acquistare. Molti di questi modelli possono infatti integrarsi perfettamente col proprio giardino. Nell’analisi di questi modelli occorre però sottolineare alcuni dati importanti. In base alla struttura di queste piscine si necessitano operazioni di manutenzione della stessa non indifferenti.

Al costo iniziale in fase di acquisto, quindi, bisogna sommare i costi di manutenzione del sistema di filtraggio della piscina. Un modello fisso infatti è soggetto, più dei modelli smontabili, allo sporco, al deterioramento e ai detriti ambientali. Per questi motivi la classe di articoli fuori terra rigidi racchiude i modelli più costosi, proprio perché al contempo risultano essere anche i più sicuri.

10 ortaggi da coltivare in balcone

Con l’arrivo della bella stagione cresce la voglia di avere a disposizione un piccolo orto personale da cui raccogliere frutta e verdura di stagione. Per realizzare dei veri e propri orti in miniatura è importante però scegliere gli ortaggi più adatti a crescere negli spazi ristretti, con cicli di produzione brevi che possano dare maggiore soddisfazione anche a chi si cimenta per la prima volta nella coltivazione.

Sul sito www.strumentidagiardinaggio.com ci sono molti attrezzi e accessori che potranno aiutarvi per la creazione del vostro mini orticello. Ma vediamo ora un esempio di 10 ortaggi che ben si adattano ad essere protagonisti di un orto a km 0 sul vostro balcone:

  • Zucchine

Regine delle frittate estive, tra le diverse varietà di zucchina esistenti è meglio scegliere quelle “baby“, che produrranno tantissimi frutti di dimensioni adeguate ad un vaso della profondità di almeno 20 cm. Hanno bisogno di luce e di essere annaffiate leggermente tutti i giorni. Produrranno i primi frutti in circa 40 giorni.

  • Basilico e prezzemolo

Hanno bisogno di un vaso poco profondo e crescono rapidamente dando tantissima soddisfazione. Potrete realizzare degli ottimi pesti casalinghi per condire i vostri piatti prendendo direttamente le foglioline dal vostro balcone. Un vaso di 20 cm di diametro ospita ben 10 piantine!

  • Lattuga

Si tratta di una pianta molto adatta alla coltivazione sul balcone in quanto necessita di poco spazio ed ha una buona resa. Bisogna prestare attenzione al drenaggio del terreno per evitare ristagno ed umidità che potrebbero causare muffe. Inoltre è bene mantenere una distanza adeguata quando si piantano i semi o le piantine del vivaio per consentire poi un adeguato sviluppo durante la crescita. Insieme alla comune lattuga potete piantare anche della rucola per insaporire ancora di più i vostri piatti.

  • Bietole

Anche nel caso delle bietole bastano vasi poco profondi ma dal diametro largo, per consentire alle foglie di svilupparsi adeguatamente. Piantate le vostre piantine a distanza di 50 cm l’una dall’altra e preparatevi a raccogliere delle splendide coste da utilizzare per fare delle ottime frittelle estive.

  • Cipolle

Potete coltivare diverse varietà di cipolle da utilizzare per soffritti o nelle insalate. Saranno necessari dei vasi abbastanza profondi perché le cipolle si svilupperanno sotto terra, quindi almeno di 30 cm. Hanno bisogno di poca acqua e di tanto sole per produrre i loro frutti entro 30/40 giorni.

  • Fragole

Procuratevi dei contenitori singoli, uno per ogni piantina, profondi almeno 40 cm e larghi 30. Posizionate le piantine e attendete circa 50 giorni per vedere le vostre fragole giungere a maturazione e produrre i primi frutti rossi. Innaffiate con moderazione ed evitate il sole troppo diretto per ottenere un ciclo di produzione continua di circa 30 giorni.

  • Pomodori

Potete scegliere anche in questo caso una varietà di pomodoro nano, oppure una rampicante che vi aiuti a sfruttare lo spazio in verticale. Mantenete l’umidità costante innaffiando in maniera moderata tutti i giorni e preparatevi a raccogliere dei pomodori sani e rigogliosi in circa 80 giorni.

  • Peperoncini

Se amate il piccante potete aggiungere un tocco di rosso al vostro balcone scegliendo le qualità di peperoncino che più vi piacciono. Alcune piante sono molto ornamentali e producono splendidi cespugli carichi di rossi frutti che vi faranno sentire subito in piena estate.

  • Melanzane

Sono tra gli ortaggi che richiedono più spazio per la coltivazione, quindi sceglietele solo se avete un balcone ampio. Necessitano di vasi profondi almeno 50 cm e larghi 40. Assicuratevi inoltre di acquistare in vivaio delle piante già innestate che producano frutti poveri di semi.

  • Carote

Come nel caso delle cipolle avrete bisogno di un vaso abbastanza profondo, dato che questo ortaggio si sviluppa in profondità sotto terra. Irrigate abbondantemente e raccogliete dopo 80 giorni quando le foglie in superficie saranno cresciute abbastanza.

Un consiglio in più è quello di piantare delle erbe aromatiche, terranno lontani gli insetti e aromatiche sapranno arricchire ogni balcone di profumi e sapori mediterranei.

Quando è nato il Sahara?

Il suo stesso nome significa “deserto” in arabo, ed è anche il deserto caldo e secco più grande al mondo: stiamo parlando del famoso deserto del Sahara. Le sue maestose dune, che possono raggiungere fino ai 180 metri, e le sue imponenti dimensioni – un’estensione di circa 9 milioni di chilometri quadrati – lo rendono uno dei posti più affascinanti e misteriosi di sempre, visitato da migliaia di turisti ogni anno che si recano in Marocco anche in traghetto prenotando online attraverso siti come Marocco Traghetti il proprio biglietto.

Il Sahara, però, non è sempre stato un deserto: infatti, risalendo a circa 5000 anni fa, il Sahara era una zona sub – tropicale, popolata da moltissime specie animali. L’età del Sahara, però, rimane tutt’oggi un mistero, studiato da diversi geologi ed esperti del settore: secondo recenti studi, infatti, si era stimato che il Sahara potesse essersi formato almeno 2,6 milioni di anni fa, mentre per altri studiosi si potrebbe risalire, addirittura, a 7 milioni di anni fa. Ovviamente, come precedentemente anticipato, il Sahara non è sempre stato desertico: infatti, si hanno diverse prove e testimonianze di come questo importante deserto abbia passato diversi periodi contraddistinti da diversità climatiche, anche radicali, e che si siano impiegati diversi millenni prima che potesse assumere le sembianze che conosciamo oggi. È complesso, in effetti, immaginarsi la famosa distesa dorata che siamo abituati a conoscere, ricoperta interamente da ambienti verdi, da animali, come se fosse un vero e proprio paradiso terrestre tropicale.

Queste considerazione sono state rese possibili attraverso lo studio di ciò che si è ritrovato e scavato nei pressi del Sahara: per esempio, diversi ritrovamenti di tombe e pitture rupestri, fino all’analisi completa delle particelle che compongono la sabbia del deserto. Infatti, la sabbia del deserto del Sahara pare essere una delle più antiche presenti sul nostro pianeta: ricca di sostanze e polvere fossili, si è trovata una particolare sostanza chiamata torio, che è possibile generare solamente dal decadimento dell’uranio radioattivo presente, naturalmente, negli oceani. Ed è stato proprio attraverso lo studio di questa sostanza che si è potuto stimare che i cambiamenti climatici subiti dal Sahara siano ciclici, più precisamente ogni 20.000 anni.

Ma la ciclicità con cui il Sahara cambia la sua forma non è casuale: si è stabilito, infatti, che anche l’asse della Terra stessa, che varia di un paio di gradi ogni 40.000 anni, influisca in maniera significativa ai suoi cambiamenti. Infatti, quando il nostro pianeta è più inclinato, farà ricevere al Sahara più luce solare durante il periodo estivo, intensificando così l’attività dei monsoni che caratterizzano la regione, rendendolo inevitabilmente più umido, più verde e più ospitale alla vita. Al contrario, nei periodi in cui l’inclinazione terrestre non permette un’esposizione solare così intensa, si vedrà ridotta l’attività monsonica e, consequenzialmente, aumenterà l’aridità del deserto, esattamente come lo vediamo noi ai giorni nostri.

Nonostante sarebbe un’esperienza nuova vedere quest’enorme distesa in maniera totalmente diversa dal solito, ossia ricoperta interamente da lussureggiante vegetazione, il Sahara rimane uno dei posti più complessi, affascinanti ed enigmatici di tutto il nostro pianeta, e per questa ragione andrà preservato per noi, e per il nostro futuro.

Storia della Sicilia islamica

In virtù della sua posizione strategica al centro del Mediterraneo, la Sicilia nel corso dei secoli è stata oggetto di numerosi tentativi di conquista. Uno di questi è sicuramente quello avvenuto ad opera delle popolazioni islamiche, nello specifico di quella araba, che ha inizio a partire dall’anno 827.

In realtà, diversi tentativi di conquista dell’isola ci furono già a partire da circa 200 anni prima ma senza risultati di rilievo. Nell’827, invece, le truppe islamiche guidate da Asad ibn al-Furàt, dopo una sosta breve presso l’isola dei Conigli a Lampedusa, sbarcarono il 17 giugno a Capo Granitola nei pressi di Mazara del Vallo. Non bisogna pensare che la conquista della Sicilia fu facile in quanto, molto spesso, e città sicule diedero vita ad una tenace resistenza che si tramutò in diversi anni di assedio: basti pensare che Palermo fu conquistato nell’831, Messina 2 anni dopo, Siracusa nell’878 e Catania addirittura nel 900.

Uno dei punti più importanti della Sicilia islamica è dato indubbiamente dal comportamento dei conquistatori. Gli arabi, infatti, non diedero vita a situazioni di schiavitù ma ebbero nei confronti delle popolazioni una sorta di tolleranza, a condizione però che venisse pagato loro un tributo. L’esempio classico di questa situazione è dato dalla cosiddetta “gezia“, una tassa che veniva corrisposta in cambio della libertà di culto. I cristiani quindi non vennero perseguitati ma continuarono a professare la loro religione. Inoltre, l’isola fu divisa in tre grandi settori amministrativi: la Val di Mazara, nella parte nord-occidentale, la Val Demone nella zona nord-orientale e la Val di Noto, corrispondente alla parte meridionale della Sicilia. Allo stesso modo, era presente una classificazione della popolazione in:

    • indipendente, che poteva seguire i vecchi ordinamenti
    • tributaria, soggetta al pagamento del tributo
    • vassalla, che era assoggettata
    • servi della gleba, in condizioni di schiavitù

Durante i due secoli di dominazione islamica, la Sicilia conobbe una notevole prosperità dal punto di vista economico e non. Introdussero infatti nuove coltivazioni, come quelle dei cereali e degli agrumi e dei gelsi, con queste ultime piantagioni che permisero anche l’avvio della manifattura della seta; inoltre eseguirono diverse opere di canalizzazione che permisero di ottimizzare l’uso delle scarse risorse idriche. Contemporaneamente diedero un notevole slancio alla cultura, introducendo la poesia e le arti orientali, mentre dal punto di vista architettonico realizzarono diversi monumenti e opere che abbellirono le principali città della Sicilia. La città di Palermo, ad esempio, divenne una vera e propria capitale economica e culturale del Mediterraneo, conoscendo un notevole incremento della popolazione e di tipo economico e arricchendosi di circa 300 moschee. Oggi la maggior parte di esse sono state convertite in chiese cattoliche ma una forte impronta della dominazione islamica è ancora rinvenibile in diverse espressioni gergali che si sono tramandate nel corso degli anni. Non rimane che prenotare il proprio biglietto per il traghetto direttamente sul sito https://traghettisiciliaonline.it/ e recarsi a visitare di persona questi splendidi luoghi.

Da vulcani a bellezze uniche: la storia delle Isole Eolie

Più di settecentomila anni fa, quelle che oggi conosciamo come una delle bellezze più suggestive, d’Italia e del mondo, non erano altro che sette vulcani sottomarini: queste incantevoli sorelle, una volta emerse, diedero vita a ciò che conosciamo e apprezziamo oggi, sia come storia che come località turistiche. Stiamo parlando di Stromboli, Panarea, Alicudi, Salina, Lipari, Vulcano e Filicudi: le bellissime Isole Eolie.

In questo articolo vogliamo ripercorrere con voi i punti più salienti della storia della nascita delle Isole Eolie, per comprendere da dove sono arrivate e come sono arrivate così fino ai giorni nostri.

Le Isole Eolie, una storia che nasce dalla lava

Le conformazioni delle Isole Eolie, e le loro caratteristiche principali, sono state determinate essenzialmente dalla loro stessa natura vulcanica: tra i diversi fenomeni naturali che possiamo trovare e riscontrare, infatti, possiamo trovare la pietra pomice, oppure l’affascinante ossidiana, da sempre fedele arma compagna, grazie al suo essere tagliente e precisa, per le popolazioni locali.

La stessa ossidiana, nel 2500 a.C., divenne merce di scambio in tutto il Mediterraneo, portando alle Isole Eolie ricchezza e prosperità. Negli anni successivi, le Isole Eolie però non vissero esclusivamente anni d’oro e felici: furono infatti diverse le incursioni e le guerre da parte delle popolazioni etrusche.

Dopo la caduta dell’Impero Romano, si susseguirono diverse dominazioni, tra cui i bizantini e gli arabi, che portarono decadenza e tristezza presso le Isole Eolie, finché non arrivarono i Normanni: regalarono nuova vita alle Isole, e con loro anche gli svevi e gli aragonesi che, intorno al 1340, regalarono prosperità a questo luogo e alle sue popolazioni.

La storia delle Isole Eolie è stato un saliscendi di dominazioni, di momenti intensi e ricchi, ma anche di disperazione e desolazione, e solo verso il diciannovesimo secolo che la loro condizione cominciò a stabilirsi, premettendo di sviluppare economicamente il commercio e gli scambi, anche grazie ai diversi collegamenti e scali effettuati dalle compagnie marittime dell’epoca.

Al giorno d’oggi, le Isole Eolie vivono ancora essenzialmente grazie al turismo marittimo, la pesca e l’agricoltura: soprattutto negli ultimi cinquant’anni, il turismo ha svolto un ruolo chiave per il benessere e la prosperità economica delle Isole Eolie, venendo dichiarato dall’Unesco come Patrimonio Culturale dell’Umanità.

Ed è proprio per questo motivo che, quando si visitano le Isole Eolie, non si può che sentire la storia e le vicende che le hanno contraddistinte, dai momenti difficili a quelli più intensi e felici, ed è la loro stessa storia a renderle quelle che oggi conosciamo e ammiriamo.

Per questo, chiunque le visiterà dovrà portare rispetto e amore verso questa terra difficile e stupenda, e sentirsi assolutamente fortunato di poterle ammirare ancora oggi che è possibile raggiungerle in traghetto prenotando online sul portale web traghettiisoleeolie.com  il proprio posto.

Cosa vedere assolutamente a Torino in un weekend

Torino è una città che offre tanto a chi la visita, in un week end non è possibile ammirare totalmente il territorio, tuttavia, con una buona organizzazione e scarpe comode, si può puntare alle principali attrazioni torinesi, quelle imperdibili che ne hanno fatto la storia e l’hanno resa famosa nel mondo.

Quando si decide di passare un week end in un capoluogo di regione come Torino bisogna fissarsi degli obiettivi al fine di cogliere gli squarci rilevanti, per, poi, magari, ritornarci con calma per una visita più approfondita.

Trascorrere un week end a Torino è possibile pernottando in uno dei tanti alloggi disponibili al centro città come il bellissimo b&b LookTo situato in posizione favorevole per visitare comodamente le principali attrazioni.

A seguire, vi proponiamo una guida utile a consigliarvi passo per passo come spendere in modo strategico il proprio week end a Torino. Insieme, andremo a scoprire alcuni dei monumenti, delle strutture architettoniche, piazze, chiese, musei e borghi assolutamente da non perdere.

Strutture architettoniche:

Mole Antonelliana

Un buon modo per ottimizzare i tempi nel proprio week end a Torino, è organizzare una visita alla Mole Antonelliana, opera architettonica di fine 800 del maestro Antonelli, luogo simbolo di Torino, la torre racchiude un tesoro interno ossia il Museo Nazionale del Cinema.

Il Museo racchiude tanti cimeli e pellicole della storia del cinema, unico nel suo genere in Italia, è apprezzato a livello europeo per la ricchezza dei materiali.

Altresì dal 1961 la Mole si è arricchita di un ascensore “panoramico” su cui è possibile salire per ammirare Torino dall’alto in tutta la sua essenza, voluto per festeggiare i 100 anni dalla sua nascita.

Chiese

Santuario della Consolata

Torino gode di molte strutture religiose, ogni chiesa ha la sua storia e la sua bellezza, tuttavia, in un week end non è possibile visitarle tutte. Dovendone selezionare una, il Santuario della Consolata è quello che a nostro avviso è da prediligere.

Questo Santuario riflette diversi generi architettonici dal neoclassico al barocco con qualche tocco di romanticismo. È una struttura maestosa che racchiude in se’ una leggenda legata alla celebre Icona della Vergine Maria: si parla infatti di apparizioni della stessa fino al ritrovamento della vista per opera di un certo Giovanni Ravacchio a cui la Vergine apparve in sogno. L’icona è oggi presente nel Santuario ed è custodita in una cripta.

Piazze

Piazza Vittorio Veneto

Torino gode di numerose piazze per cui spostandosi è quasi obbligatorio trovarsi in una di esse, tuttavia, si consiglia di non perdere l’occasione di recarsi a Piazza Vittorio Veneto, sede della vita mondana di Torino e luogo dove si posiziona il precedentemente menzionato B&B LookTO.

Qui è possibile rilassarsi e bere una buona cioccolata o mangiare qualche dolce tipico in uno dei molti bar presenti sotto i porticati che caratterizzano la piazza.
Dalla piazza si scorge inoltre un bellissimo panorama che lascia intravedere la collina torinese.

Parchi

Parco del Valentino

Il Parco del Valentino rappresenta il cuore verde di Torino, un luogo in cui poter respirare aria pulita, fare fitness e godere della natura, con piste ciclabili ed aree per correre, è il luogo preferito dai cittadini torinesi che vogliono evadere dalla città, consigliato ai turisti per assaporare la realtà all’aria aperta di Torino. Sede di eventi e manifestazioni offre una visione meno urbana di Torino e da non perdere dal punto di vista paesaggistico.

Borghi

Borgo medioevale

Chi vuole vedere la Torino di un tempo passato e immergersi in uno scenario medioevale, non può lasciarsi scappare una visita al Borgo Medioevale in cui ad oggi si conservano le strutture tipiche dell’epoca. Posto nelle vicinanze del Po, il Borgo si avvale di una Rocca che rappresenta il suo cuore e che sovrasta il Borgo per la sua maestosità.

Reggia

Reggia di Venaria

La Reggia di Venaria è per Torino un piccolo gioiello, dichiarata patrimonio dell’Unesco nel 1997, ha ispirato la creazione della Reggia di Versailles. La Reggia è un esempio concreto di residenza sabauda con i suoi grandi giardini, stanze e mobilio preservato nel tempo. Dislocata non prettamente la centro di Torino, la Reggia è facilmente accessibile grazie ai molti alloggi adiacenti la stessa che ne consentono la visitata ai turisti con comodità.

Monti

Monte dei Cappuccini

Il Monte dei Cappuccini è situato nella zona collinare di Torino, una location suggestiva e particolarmente apprezzata dagli innamorati per il panorama in quanto dallo stesso è possibile ammirare l’intera Torino e le Alpi che lo traversano. Si consiglia la sua visita per chi in coppia voglia vivere un momento di puro romanticismo con la propria metà ammirando un passaggio da dipinto.

Punti ristoro

Torino ha una tradizione culinaria molto antica, si tratta per lo più di cucina povera che è stata, poi, riadattata e migliorata con le primizie a tutt’oggi coltivate e presenti nel territorio. Tanti sono i ristoranti, taverne e bar in cui potersi riposare dopo una bella passeggiata mangiando i piatti tipici della cultura culinaria torinese, e ritemprandosi con i numerosi e ottimi vini del posto.

I monopattini a 3 ruote per bambini

Il monopattino è oramai diventato un’icona dei veicoli green tra i più amati in città, per praticità infatti, superano di gran lunga la concorrenza delle biciclette, perché essendo composti essenzialmente da un manubrio e una pedana con attaccate le ruote, una volta richiusa su se stessa lo spazio occupato è molto ridotto e possono essere facilmente posati sotto la scrivania dell’ufficio.

Non esiste una data certa sull’invenzione di questo mezzo, abbiamo nota di alcuni prototipi che sfruttavano gli stessi principi già all’inizio del 1800, ma i primi monopattini veri e propri furono inventati negli Stati Uniti d’America solo circa 100 anni dopo, intorno al 1900. Vennero ideati come gioco per bambini e chiamati Scooter. Da allora il fascino di questi Scooter ci ha spinti a crearne centinaia di versioni diverse che si dividono fondamentalmente in due categorie distinte, quello meccanico e quello definito “puro”.

Di quelli meccanici oramai non se ne ha più traccia, sono stati sostituiti da quelli elettrici che attualmente sono in commercio. La storia del monopattino puro invece è un po’ più complessa: quelli progettati per un ambito sportivo si chiamano footbike e sono stati ideati nei primi anni ‘90 in Finlandia, progettati con ruote più grandi molto simili a quelle delle classiche biciclette.

Abbiamo poi quello ludico, quello che noi tutti conosciamo, il classico monopattino in vendita sempre negli anni ’90 praticamente in tutto il mondo: quello che per un lungo periodo ci portava in giro, al lavoro, al parco e praticamente ovunque in città.

La sua funzione originaria era proprio quella di essere un gioco per bambini, che li faceva divertire accompagnandoli a scuola, al parco ecc. Tu stesso, probabilmente, avrai avuto un monopattino da bambino e ti ci sarai magari divertito tanto! Qualche caduta, qualche graffio ma in fondo la prima sensazione che ti viene in mente se pensi al monopattino probabilmente è quella del vento in faccia, tra i capelli. Quella sensazione di velocità che ti faceva sentire forte, invincibile, come quando correvi sui pattini.

Se oggi sei un genitore, puoi far rivivere a tuo figlio le stesse sensazioni, dovrai solo tenere in considerazione qualche caratteristica in più viste le nuove invenzioni sul mercato. Per cominciare esistono monopattini differenti in base alle età. Se il tuo bambino avrà, ad esempio, un’età compresa tra i 3 e i 5 anni sarà meglio evitare un modello con le ruote grandi come biciclette, per limitare almeno un po’ la velocità. In questo caso, il modello ludico/classico con le ruote dai 10 ai 20 cm di diametro andrà benissimo. Ovviamente, per questi modelli, potrai trovare moltissimi stili diversi, tutti colorati, con le stampe dei loro cartoni animati preferiti o altro.

Altra cosa da sapere è che la maggior parte dei monopattini per bambini oggi non ha più solo due ruote ma tre. Questa è ovviamente una modifica studiata appositamente per i più piccoli, per aiutarli a mantenersi in equilibrio con maggior facilità. Numerosi sono i modelli di monopattini a 3 ruote disponibili anche online come quelli presenti al sito Bici Click ma è bene sapere che esistono due tipi di monopattini a 3 ruote: quelli con la coppia di ruote poste davanti e quelli con la coppia posta dietro.

Se per i secondi, quelli con le ruote dietro, le modifiche sono finite qui, questo non vale per i primi perché gli sviluppatori, una volta poste le ruote davanti, hanno dovuto affrontare il problema della sterzata, che risultava difficoltosa e a seconda della velocità anche pericolosa con la possibilità che la ruota interna in curva si incastrasse col suolo facendo ribaltare così monopattino e bambino. Per quelli con le due ruote davanti gli sviluppatori hanno quindi elaborato un sistema di sterzata non basato più sulla rotazione del manubrio ma piuttosto sulla sua inclinazione. Inclinandolo così dalla parte in cui si desidera andare, il monopattino dolcemente virerà senza problemi o pericoli di ribaltamento ed il gioco non si ferma.

Il monopattino è diventato nel corso degli ultimi decenni un vero e proprio oggetto cult dalle differenti misure, dai differenti materiali, manuali o per meglio dire “pedali” o elettrici, e nonostante i tanti modelli finora creati, si continua a studiarne le varianti giuste per la prossima versione.

Le Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene sono Patrimonio UNESCO

Le colline di Conegliano e Valdobbiadene: Patrimonio dell’UNESCO e terre di produttori di Prosecco

Paradiso incontrastato dell’interazione perfetta tra l’uomo e la natura, queste colline hanno ricevuto nel 2019, il plauso dell’Unesco, che le ha elette a patrimonio mondiale dell’umanità.

Riconoscimento più che mai meritato, per queste splendide aree collinari, che in una sequenza perfetta, si snodano da ovest ad est, fino a raggiungere dalla piana, le zone delle Prealpi.

Un disegno incredibilmente perfetto che la natura ha realizzato in esclusiva per questa meravigliosa area dello stivale, situate in Veneto e precisamente, nella provincia di Treviso. Qui la morfologia del terreno, chiamata in gergo “hogback”, è costituita da piccoli e medi rilievi, a volte irti e scoscesi, sui quali le capacità innate dei viticoltori, hanno saputo dare vita a vigneti pregiati.

Sfruttando al massimo le pendenze dei terreni, hanno saputo creare i “ciglioni”, ovvero particolari terrazzamenti sui quali si coltiva la vite, che a colpo d’occhio creano un paesaggio talmente bello, da non poter essere mai più dimenticato.

Affacciarsi da un’altura, per poter ammirare il paesaggio delle Colline di Conegliano e Valdobbiadene, è come essere davanti a un enorme mosaico, che a perdita d’occhio come in un gioco perfetto, alterna tutte le tonalità di verde, esistenti in natura.

Qui la vigna è amata e rispettata, curata e coccolata; è grazie a lei e alla continua e attenta cura dell’uomo, che questa terra produce il tanto decantato Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG.

Un week end inebriante

Meta di coinvolgenti tour enogastronomici, l’area delle Colline di Conegliano e Valdobbiadene, non può non conquistare il cuore dei suoi turisti e visitatori. Che siano i profumi e i colori di una natura rigogliosa e affascinante, la splendida accoglienza della popolazione, ma soprattutto i freschi e frizzanti calici di Prosecco, tutto è talmente avvolgente e inebriante da lasciare un segno indelebile nel turista che la scopre per la prima volta.

Natura, enogastronomia e antichi borghi dall’immutato fascino, sono i tre più importanti ingredienti, che queste terre mettono a disposizione di chi vuole scoprirle.

Pernottare in una delle diverse strutture presenti nella zona, come http://www.villaserena.eu/ con vigna sui vigneti equivale ad assaporare al 100% questo territorio e provare a sentirsi un tutt’uno con la terra, con i filari e con i sorrisi di chi vi accoglierà: un’esperienza senza tempo ne’ prezzo.

Sono tanti anche ristoranti e le trattorie nella zona dove sarà possibile incontrare gli inconfondibili e unici sapori di una cucina ricca di tradizioni, dove le prelibatezze arrivano dall’orto in fondo al viale. Anche la famosissima ed unica “Osteria Senz’Oste”, dove appunto l’oste non c’è e ci si serve da soli merita decisamente una visita.

In questi territori, a nessuno verrà negato il gusto di passare la mano su uno dei tanti filari per poter toccare con mano e accarezzare la madre di quell’uva così buona e unica, quell’uva che darà vita al calice di Prosecco, che in ogni luogo, lungo il vostro percorso, vi verrà offerto per brindare a una popolazione che ama incondizionatamente e devotamente la sua Terra.