Storia della Sicilia islamica

In virtù della sua posizione strategica al centro del Mediterraneo, la Sicilia nel corso dei secoli è stata oggetto di numerosi tentativi di conquista. Uno di questi è sicuramente quello avvenuto ad opera delle popolazioni islamiche, nello specifico di quella araba, che ha inizio a partire dall’anno 827.

In realtà, diversi tentativi di conquista dell’isola ci furono già a partire da circa 200 anni prima ma senza risultati di rilievo. Nell’827, invece, le truppe islamiche guidate da Asad ibn al-Furàt, dopo una sosta breve presso l’isola dei Conigli a Lampedusa, sbarcarono il 17 giugno a Capo Granitola nei pressi di Mazara del Vallo. Non bisogna pensare che la conquista della Sicilia fu facile in quanto, molto spesso, e città sicule diedero vita ad una tenace resistenza che si tramutò in diversi anni di assedio: basti pensare che Palermo fu conquistato nell’831, Messina 2 anni dopo, Siracusa nell’878 e Catania addirittura nel 900.

Uno dei punti più importanti della Sicilia islamica è dato indubbiamente dal comportamento dei conquistatori. Gli arabi, infatti, non diedero vita a situazioni di schiavitù ma ebbero nei confronti delle popolazioni una sorta di tolleranza, a condizione però che venisse pagato loro un tributo. L’esempio classico di questa situazione è dato dalla cosiddetta “gezia“, una tassa che veniva corrisposta in cambio della libertà di culto. I cristiani quindi non vennero perseguitati ma continuarono a professare la loro religione. Inoltre, l’isola fu divisa in tre grandi settori amministrativi: la Val di Mazara, nella parte nord-occidentale, la Val Demone nella zona nord-orientale e la Val di Noto, corrispondente alla parte meridionale della Sicilia. Allo stesso modo, era presente una classificazione della popolazione in:

    • indipendente, che poteva seguire i vecchi ordinamenti
    • tributaria, soggetta al pagamento del tributo
    • vassalla, che era assoggettata
    • servi della gleba, in condizioni di schiavitù

Durante i due secoli di dominazione islamica, la Sicilia conobbe una notevole prosperità dal punto di vista economico e non. Introdussero infatti nuove coltivazioni, come quelle dei cereali e degli agrumi e dei gelsi, con queste ultime piantagioni che permisero anche l’avvio della manifattura della seta; inoltre eseguirono diverse opere di canalizzazione che permisero di ottimizzare l’uso delle scarse risorse idriche. Contemporaneamente diedero un notevole slancio alla cultura, introducendo la poesia e le arti orientali, mentre dal punto di vista architettonico realizzarono diversi monumenti e opere che abbellirono le principali città della Sicilia. La città di Palermo, ad esempio, divenne una vera e propria capitale economica e culturale del Mediterraneo, conoscendo un notevole incremento della popolazione e di tipo economico e arricchendosi di circa 300 moschee. Oggi la maggior parte di esse sono state convertite in chiese cattoliche ma una forte impronta della dominazione islamica è ancora rinvenibile in diverse espressioni gergali che si sono tramandate nel corso degli anni. Non rimane che prenotare il proprio biglietto per il traghetto direttamente sul sito https://traghettisiciliaonline.it/ e recarsi a visitare di persona questi splendidi luoghi.

Da vulcani a bellezze uniche: la storia delle Isole Eolie

Più di settecentomila anni fa, quelle che oggi conosciamo come una delle bellezze più suggestive, d’Italia e del mondo, non erano altro che sette vulcani sottomarini: queste incantevoli sorelle, una volta emerse, diedero vita a ciò che conosciamo e apprezziamo oggi, sia come storia che come località turistiche. Stiamo parlando di Stromboli, Panarea, Alicudi, Salina, Lipari, Vulcano e Filicudi: le bellissime Isole Eolie.

In questo articolo vogliamo ripercorrere con voi i punti più salienti della storia della nascita delle Isole Eolie, per comprendere da dove sono arrivate e come sono arrivate così fino ai giorni nostri.

Le Isole Eolie, una storia che nasce dalla lava

Le conformazioni delle Isole Eolie, e le loro caratteristiche principali, sono state determinate essenzialmente dalla loro stessa natura vulcanica: tra i diversi fenomeni naturali che possiamo trovare e riscontrare, infatti, possiamo trovare la pietra pomice, oppure l’affascinante ossidiana, da sempre fedele arma compagna, grazie al suo essere tagliente e precisa, per le popolazioni locali.

La stessa ossidiana, nel 2500 a.C., divenne merce di scambio in tutto il Mediterraneo, portando alle Isole Eolie ricchezza e prosperità. Negli anni successivi, le Isole Eolie però non vissero esclusivamente anni d’oro e felici: furono infatti diverse le incursioni e le guerre da parte delle popolazioni etrusche.

Dopo la caduta dell’Impero Romano, si susseguirono diverse dominazioni, tra cui i bizantini e gli arabi, che portarono decadenza e tristezza presso le Isole Eolie, finché non arrivarono i Normanni: regalarono nuova vita alle Isole, e con loro anche gli svevi e gli aragonesi che, intorno al 1340, regalarono prosperità a questo luogo e alle sue popolazioni.

La storia delle Isole Eolie è stato un saliscendi di dominazioni, di momenti intensi e ricchi, ma anche di disperazione e desolazione, e solo verso il diciannovesimo secolo che la loro condizione cominciò a stabilirsi, premettendo di sviluppare economicamente il commercio e gli scambi, anche grazie ai diversi collegamenti e scali effettuati dalle compagnie marittime dell’epoca.

Al giorno d’oggi, le Isole Eolie vivono ancora essenzialmente grazie al turismo marittimo, la pesca e l’agricoltura: soprattutto negli ultimi cinquant’anni, il turismo ha svolto un ruolo chiave per il benessere e la prosperità economica delle Isole Eolie, venendo dichiarato dall’Unesco come Patrimonio Culturale dell’Umanità.

Ed è proprio per questo motivo che, quando si visitano le Isole Eolie, non si può che sentire la storia e le vicende che le hanno contraddistinte, dai momenti difficili a quelli più intensi e felici, ed è la loro stessa storia a renderle quelle che oggi conosciamo e ammiriamo.

Per questo, chiunque le visiterà dovrà portare rispetto e amore verso questa terra difficile e stupenda, e sentirsi assolutamente fortunato di poterle ammirare ancora oggi che è possibile raggiungerle in traghetto prenotando online sul portale web traghettiisoleeolie.com  il proprio posto.

Cosa vedere assolutamente a Torino in un weekend

Torino è una città che offre tanto a chi la visita, in un week end non è possibile ammirare totalmente il territorio, tuttavia, con una buona organizzazione e scarpe comode, si può puntare alle principali attrazioni torinesi, quelle imperdibili che ne hanno fatto la storia e l’hanno resa famosa nel mondo.

Quando si decide di passare un week end in un capoluogo di regione come Torino bisogna fissarsi degli obiettivi al fine di cogliere gli squarci rilevanti, per, poi, magari, ritornarci con calma per una visita più approfondita.

Trascorrere un week end a Torino è possibile pernottando in uno dei tanti alloggi disponibili al centro città come il bellissimo b&b LookTo situato in posizione favorevole per visitare comodamente le principali attrazioni.

A seguire, vi proponiamo una guida utile a consigliarvi passo per passo come spendere in modo strategico il proprio week end a Torino. Insieme, andremo a scoprire alcuni dei monumenti, delle strutture architettoniche, piazze, chiese, musei e borghi assolutamente da non perdere.

Strutture architettoniche:

Mole Antonelliana

Un buon modo per ottimizzare i tempi nel proprio week end a Torino, è organizzare una visita alla Mole Antonelliana, opera architettonica di fine 800 del maestro Antonelli, luogo simbolo di Torino, la torre racchiude un tesoro interno ossia il Museo Nazionale del Cinema.

Il Museo racchiude tanti cimeli e pellicole della storia del cinema, unico nel suo genere in Italia, è apprezzato a livello europeo per la ricchezza dei materiali.

Altresì dal 1961 la Mole si è arricchita di un ascensore “panoramico” su cui è possibile salire per ammirare Torino dall’alto in tutta la sua essenza, voluto per festeggiare i 100 anni dalla sua nascita.

Chiese

Santuario della Consolata

Torino gode di molte strutture religiose, ogni chiesa ha la sua storia e la sua bellezza, tuttavia, in un week end non è possibile visitarle tutte. Dovendone selezionare una, il Santuario della Consolata è quello che a nostro avviso è da prediligere.

Questo Santuario riflette diversi generi architettonici dal neoclassico al barocco con qualche tocco di romanticismo. È una struttura maestosa che racchiude in se’ una leggenda legata alla celebre Icona della Vergine Maria: si parla infatti di apparizioni della stessa fino al ritrovamento della vista per opera di un certo Giovanni Ravacchio a cui la Vergine apparve in sogno. L’icona è oggi presente nel Santuario ed è custodita in una cripta.

Piazze

Piazza Vittorio Veneto

Torino gode di numerose piazze per cui spostandosi è quasi obbligatorio trovarsi in una di esse, tuttavia, si consiglia di non perdere l’occasione di recarsi a Piazza Vittorio Veneto, sede della vita mondana di Torino e luogo dove si posiziona il precedentemente menzionato B&B LookTO.

Qui è possibile rilassarsi e bere una buona cioccolata o mangiare qualche dolce tipico in uno dei molti bar presenti sotto i porticati che caratterizzano la piazza.
Dalla piazza si scorge inoltre un bellissimo panorama che lascia intravedere la collina torinese.

Parchi

Parco del Valentino

Il Parco del Valentino rappresenta il cuore verde di Torino, un luogo in cui poter respirare aria pulita, fare fitness e godere della natura, con piste ciclabili ed aree per correre, è il luogo preferito dai cittadini torinesi che vogliono evadere dalla città, consigliato ai turisti per assaporare la realtà all’aria aperta di Torino. Sede di eventi e manifestazioni offre una visione meno urbana di Torino e da non perdere dal punto di vista paesaggistico.

Borghi

Borgo medioevale

Chi vuole vedere la Torino di un tempo passato e immergersi in uno scenario medioevale, non può lasciarsi scappare una visita al Borgo Medioevale in cui ad oggi si conservano le strutture tipiche dell’epoca. Posto nelle vicinanze del Po, il Borgo si avvale di una Rocca che rappresenta il suo cuore e che sovrasta il Borgo per la sua maestosità.

Reggia

Reggia di Venaria

La Reggia di Venaria è per Torino un piccolo gioiello, dichiarata patrimonio dell’Unesco nel 1997, ha ispirato la creazione della Reggia di Versailles. La Reggia è un esempio concreto di residenza sabauda con i suoi grandi giardini, stanze e mobilio preservato nel tempo. Dislocata non prettamente la centro di Torino, la Reggia è facilmente accessibile grazie ai molti alloggi adiacenti la stessa che ne consentono la visitata ai turisti con comodità.

Monti

Monte dei Cappuccini

Il Monte dei Cappuccini è situato nella zona collinare di Torino, una location suggestiva e particolarmente apprezzata dagli innamorati per il panorama in quanto dallo stesso è possibile ammirare l’intera Torino e le Alpi che lo traversano. Si consiglia la sua visita per chi in coppia voglia vivere un momento di puro romanticismo con la propria metà ammirando un passaggio da dipinto.

Punti ristoro

Torino ha una tradizione culinaria molto antica, si tratta per lo più di cucina povera che è stata, poi, riadattata e migliorata con le primizie a tutt’oggi coltivate e presenti nel territorio. Tanti sono i ristoranti, taverne e bar in cui potersi riposare dopo una bella passeggiata mangiando i piatti tipici della cultura culinaria torinese, e ritemprandosi con i numerosi e ottimi vini del posto.

I monopattini a 3 ruote per bambini

Il monopattino è oramai diventato un’icona dei veicoli green tra i più amati in città, per praticità infatti, superano di gran lunga la concorrenza delle biciclette, perché essendo composti essenzialmente da un manubrio e una pedana con attaccate le ruote, una volta richiusa su se stessa lo spazio occupato è molto ridotto e possono essere facilmente posati sotto la scrivania dell’ufficio.

Non esiste una data certa sull’invenzione di questo mezzo, abbiamo nota di alcuni prototipi che sfruttavano gli stessi principi già all’inizio del 1800, ma i primi monopattini veri e propri furono inventati negli Stati Uniti d’America solo circa 100 anni dopo, intorno al 1900. Vennero ideati come gioco per bambini e chiamati Scooter. Da allora il fascino di questi Scooter ci ha spinti a crearne centinaia di versioni diverse che si dividono fondamentalmente in due categorie distinte, quello meccanico e quello definito “puro”.

Di quelli meccanici oramai non se ne ha più traccia, sono stati sostituiti da quelli elettrici che attualmente sono in commercio. La storia del monopattino puro invece è un po’ più complessa: quelli progettati per un ambito sportivo si chiamano footbike e sono stati ideati nei primi anni ‘90 in Finlandia, progettati con ruote più grandi molto simili a quelle delle classiche biciclette.

Abbiamo poi quello ludico, quello che noi tutti conosciamo, il classico monopattino in vendita sempre negli anni ’90 praticamente in tutto il mondo: quello che per un lungo periodo ci portava in giro, al lavoro, al parco e praticamente ovunque in città.

La sua funzione originaria era proprio quella di essere un gioco per bambini, che li faceva divertire accompagnandoli a scuola, al parco ecc. Tu stesso, probabilmente, avrai avuto un monopattino da bambino e ti ci sarai magari divertito tanto! Qualche caduta, qualche graffio ma in fondo la prima sensazione che ti viene in mente se pensi al monopattino probabilmente è quella del vento in faccia, tra i capelli. Quella sensazione di velocità che ti faceva sentire forte, invincibile, come quando correvi sui pattini.

Se oggi sei un genitore, puoi far rivivere a tuo figlio le stesse sensazioni, dovrai solo tenere in considerazione qualche caratteristica in più viste le nuove invenzioni sul mercato. Per cominciare esistono monopattini differenti in base alle età. Se il tuo bambino avrà, ad esempio, un’età compresa tra i 3 e i 5 anni sarà meglio evitare un modello con le ruote grandi come biciclette, per limitare almeno un po’ la velocità. In questo caso, il modello ludico/classico con le ruote dai 10 ai 20 cm di diametro andrà benissimo. Ovviamente, per questi modelli, potrai trovare moltissimi stili diversi, tutti colorati, con le stampe dei loro cartoni animati preferiti o altro.

Altra cosa da sapere è che la maggior parte dei monopattini per bambini oggi non ha più solo due ruote ma tre. Questa è ovviamente una modifica studiata appositamente per i più piccoli, per aiutarli a mantenersi in equilibrio con maggior facilità. Numerosi sono i modelli di monopattini a 3 ruote disponibili anche online come quelli presenti al sito Bici Click ma è bene sapere che esistono due tipi di monopattini a 3 ruote: quelli con la coppia di ruote poste davanti e quelli con la coppia posta dietro.

Se per i secondi, quelli con le ruote dietro, le modifiche sono finite qui, questo non vale per i primi perché gli sviluppatori, una volta poste le ruote davanti, hanno dovuto affrontare il problema della sterzata, che risultava difficoltosa e a seconda della velocità anche pericolosa con la possibilità che la ruota interna in curva si incastrasse col suolo facendo ribaltare così monopattino e bambino. Per quelli con le due ruote davanti gli sviluppatori hanno quindi elaborato un sistema di sterzata non basato più sulla rotazione del manubrio ma piuttosto sulla sua inclinazione. Inclinandolo così dalla parte in cui si desidera andare, il monopattino dolcemente virerà senza problemi o pericoli di ribaltamento ed il gioco non si ferma.

Il monopattino è diventato nel corso degli ultimi decenni un vero e proprio oggetto cult dalle differenti misure, dai differenti materiali, manuali o per meglio dire “pedali” o elettrici, e nonostante i tanti modelli finora creati, si continua a studiarne le varianti giuste per la prossima versione.

Le Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene sono Patrimonio UNESCO

Le colline di Conegliano e Valdobbiadene: Patrimonio dell’UNESCO e terre di produttori di Prosecco

Paradiso incontrastato dell’interazione perfetta tra l’uomo e la natura, queste colline hanno ricevuto nel 2019, il plauso dell’Unesco, che le ha elette a patrimonio mondiale dell’umanità.

Riconoscimento più che mai meritato, per queste splendide aree collinari, che in una sequenza perfetta, si snodano da ovest ad est, fino a raggiungere dalla piana, le zone delle Prealpi.

Un disegno incredibilmente perfetto che la natura ha realizzato in esclusiva per questa meravigliosa area dello stivale, situate in Veneto e precisamente, nella provincia di Treviso. Qui la morfologia del terreno, chiamata in gergo “hogback”, è costituita da piccoli e medi rilievi, a volte irti e scoscesi, sui quali le capacità innate dei viticoltori, hanno saputo dare vita a vigneti pregiati.

Sfruttando al massimo le pendenze dei terreni, hanno saputo creare i “ciglioni”, ovvero particolari terrazzamenti sui quali si coltiva la vite, che a colpo d’occhio creano un paesaggio talmente bello, da non poter essere mai più dimenticato.

Affacciarsi da un’altura, per poter ammirare il paesaggio delle Colline di Conegliano e Valdobbiadene, è come essere davanti a un enorme mosaico, che a perdita d’occhio come in un gioco perfetto, alterna tutte le tonalità di verde, esistenti in natura.

Qui la vigna è amata e rispettata, curata e coccolata; è grazie a lei e alla continua e attenta cura dell’uomo, che questa terra produce il tanto decantato Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG.

Un week end inebriante

Meta di coinvolgenti tour enogastronomici, l’area delle Colline di Conegliano e Valdobbiadene, non può non conquistare il cuore dei suoi turisti e visitatori. Che siano i profumi e i colori di una natura rigogliosa e affascinante, la splendida accoglienza della popolazione, ma soprattutto i freschi e frizzanti calici di Prosecco, tutto è talmente avvolgente e inebriante da lasciare un segno indelebile nel turista che la scopre per la prima volta.

Natura, enogastronomia e antichi borghi dall’immutato fascino, sono i tre più importanti ingredienti, che queste terre mettono a disposizione di chi vuole scoprirle.

Pernottare in una delle diverse strutture presenti nella zona, come http://www.villaserena.eu/ con vigna sui vigneti equivale ad assaporare al 100% questo territorio e provare a sentirsi un tutt’uno con la terra, con i filari e con i sorrisi di chi vi accoglierà: un’esperienza senza tempo ne’ prezzo.

Sono tanti anche ristoranti e le trattorie nella zona dove sarà possibile incontrare gli inconfondibili e unici sapori di una cucina ricca di tradizioni, dove le prelibatezze arrivano dall’orto in fondo al viale. Anche la famosissima ed unica “Osteria Senz’Oste”, dove appunto l’oste non c’è e ci si serve da soli merita decisamente una visita.

In questi territori, a nessuno verrà negato il gusto di passare la mano su uno dei tanti filari per poter toccare con mano e accarezzare la madre di quell’uva così buona e unica, quell’uva che darà vita al calice di Prosecco, che in ogni luogo, lungo il vostro percorso, vi verrà offerto per brindare a una popolazione che ama incondizionatamente e devotamente la sua Terra.

La Grecia e il Peloponneso

La Grecia è una repubblica democratica situata nella parte orientale dell’Europa ed è nota per essere la patria della prima repubblica e delle prime forme di governo. Questo territorio racchiude tanti tesori tra siti archeologici, paesini caratteristici e spiagge da sogno.

Il Peloponneso rappresenta un pezzo della Grecia sia in senso storico che culturale e si trova nella parte meridionale della penisola. Queste mete sono raggiungibili dall’Italia anche comodamente in traghetto: basterà prenotare il proprio biglietto online sul portale di prenotazione Traghetti Grecia e partire alla scoperta di queste terre leggendarie. Ma vediamo nel dettaglio cosa offrono questi luoghi fantastici e quali sono le principali attrazioni da visitare.

La Grecia

La Grecia è una terra nota per il suo valore storico, culturale ed artistico oltre che per i suoi paesaggi incantevoli. I turisti amano visitare i templi e i teatri sopravvissuti nel tempo e dove si svolgevano tragedie e commedie del passato. Qui si possono trovare anche tanti musei importanti e siti archeologici famosi come l’Acropoli, l’Agorà di Atene, l’oracolo di Delfi e il palazzo dei grandi maestri della città di Rodi.

La Grecia è anche conosciuta per il fatto di ospitare nel suo territorio molti siti considerati patrimonio dell’UNESCO come il palazzo minoico di Cnosso a Creta, il muro di Policrate, il tunnel di Eupalinosa a Samos od ancora i monasteri di Meteora a Kalabaka. In questa terra è possibile trovare più di 100 musei archeologici che racchiudono importanti reperti provenienti dai siti più importanti del paese come Olimpia, Delos e Delfi.

Per chi visita la Grecia sono d’obbligo le tappe nell’Acropoli di Atene, a Cencrea uno dei principali porti commerciali Greci, a Cnido antica città Greca ricca di teatri e templi, Delfi uno dei più importanti siti archeologici dedicati alla venerazione del Dio Apollo, Cnosso con il suo palazzo legato al dio Minosse e al labirinto costruito da Dedalo e Delo un’antica isola. I luoghi da visitare ed ammirare in Grecia sono numerosissimi e sono tutti estremamente interessanti per chi ama la storia e la cultura di questo popolo.

Il Peloponneso

Il Peloponneso e un’incantevole regione della Grecia caratterizzate da montagne e verdi vallate. In questo luogo si riproduce gran parte della storia e della cultura Greca grazie alla presenza di siti archeologici tra i più importanti di tutta l’Europa. Qui possiamo trovare la nota Olimpia dove hanno avuto luogo i primi giochi olimpici, Micene che rappresenta la culla dell’intera civiltà Greca, Sparta conosciuta come storica rivale di Atene, Argo ossia il regno di Agamennone ed infine Arcadia nota per la sua particolare bellezza.

In questa parte della Grecia si possono anche trovare servizi turistici ottimi partendo dalle spiagge, la buona cucina e la natura spettacolare del luogo. Tra i luoghi più importanti da visitare va menzionato il teatro di Epidauro che si trova a pochi passi da Micene e che oltre ad essere perfettamente conservato nel tempo è noto per la sua ottima acustica. Anche Mystra è uno dei siti storici più conosciuti per le sue chiese bizantine e i palazzi medioevali.

Per chi desidera intraprendere una vacanza all’insegna della natura può visitare la Penisola del Mani che presenta i paesaggi più belli di tutto il Peloponneso. Le spiagge in questa regione Greca sono inoltre una delle mete preferite dai turisti e tra le migliori spicca la selvaggia VoidoKilia caratterizzata da una finissima striscia di sabbia a forma di mezzaluna situata all’interno di una magnifica baia.

La Riserva marina delle Isole Tremiti ha compiuto trentanni nel 2019

Quello delle Tremiti è un arcipelago composto da cinque isole di dimensioni ridotte, molto vicine tra loro. Sono situate nel mare Adriatico, di fronte alla penisola del Gargano. Un paradiso naturale che può essere raggiunto in traghetto dalla costa pugliese, prenotando online dal sito web Traghetti Isole Tremiti e che può essere visitato anche in un solo giorno.

Secondo la leggenda, su queste coste l’eroe greco Diomede fu sepolto dopo i suoi vagabondaggi nel mare Adriatico alla fine della guerra di Troia, e questo è il motivo per cui le Tremiti sono anche chiamati “Isole Diomedee“. Ma vediamo insieme cosa fare e vedere una volta raggiunte le Isole Tremiti.

Circumnavigare le isole

La prima cosa da fare è la circumnavigazione delle isole, che può essere fatta in motoscafo o in pagaia. Numerosi sono i tour partono ogni giorno dal porto turistico di San Domino e San Nicola, che costeggiano la splendida costa di Caprara, San Nicola, San Domino e Cretaccio. La circumnavigazione dura almeno un’ora e mezza e comprende due soste di immersione.

Visitare l’isola di San Nicola

Sull’isola di San Nicola, i visitatori possono ammirare la Fortezza e l’Abbazia di Santa Maria per scoprire di più sulla storia delle Tremiti. In effetti, la storia di questa isola è strettamente legata all’arrivo dei monaci benedettini sull’arcipelago, quando fondarono l’Abbazia e costruirono gran parte della città. Qui c’è un sito archeologico che risale a molti secoli fa che ospita tra l’altro un grande serbatoio utilizzato per raccogliere l’acqua piovana (denominato Vasca di San Nicola) e la tomba dell’eroe greco Diomede.

Visitare l’isola di San Domino

A soli 500 metri dall’isola di San Nicola si trova la verdeggiante San Domino, che è la più grande del gruppo e possiede la maggior parte delle infrastrutture turistiche. Questo è il luogo dove la maggior parte dei traghetti fa scalo e dove si trovano tutti (tranne uno) degli alloggi notturni delle isole. Il perimetro di 7 km quadrati di San Domino è una serie di incantevoli insenature, anche se solo alcune sono spiagge sabbiose, che rendono il nuoto meraviglioso. Sebbene molte delle calette siano raggiungibili a piedi, il modo migliore per scoprire i tesori costieri di San Domino è in barca.

Visitare l’isola di Caprara

Caprara, appena poco a nord di San Nicola, è generalmente considerata la terza ed ultima isola delle Tremiti (le altre, Cretaccio e Pianosa, sono generalmente considerate come semplici scogli o affioramenti rocciosi). Sebbene disabitata, le sue formazioni rocciose uniche la rendono una destinazione molto popolare per i navigatori e i nuotatori.
Il Cretaccio è uno sperone di argilla tra i porti di San Domino e San Nicola, mentre Pianosa, che è situata a circa 20 km a nord-est di Capraia, è una piattaforma desolata dove solo i gabbiani si posano.

Dal 1989, quella delle Isole Tremiti è considerata Riserva Marina protetta.

La Corsica: un’isola divenuta francese nel 1768 che ha mantenuto l’eredità culturale italiana

La Corsica è un’isola che affonda le sue tradizioni in quelle culturali italiane. L’isola è famosa per aver dato i natali a Napoleone Bonaparte e si presenta come una terra ricca di montagne e foreste in mezzo al Mediterraneo, separata dalla Sardegna dal piccolo tratto di mare delle Bocche di Bonifacio e raggiungibile anche in traghetto prenotando comodamente online sul sito web Traghetti Corsica il vostro biglietto.

Diventata francese perché ceduta al re di Francia Luigi XV a seguito di un debito da parte della Repubblica di Genova, conserva tutt’ora parte dell’influenza italiana che è possibile ancora ritrovare.

I luoghi da non perdere

Sicuramente interessante dal punto di vista storico la città di Bastia che trova le sue origini nel 1830, su un promontorio di roccia dal quale è possibile vedere fino al porto. Gli edifici originali, datati 1768, furono abbandonati, ma divennero accasermamento per l’esercito circa venti anni dopo, per l’esattezza nel 1794. E’ sicuramente interessante poterlo visitare pensando alla vita che vi è scorsa in quel periodo della storia in cui tutta l’Europa stava cambiando.

Per ciò che riguarda i luoghi di culto è da vedere la cattedrale di Ajaccio che vide il battesimo di Napoleone il 21 luglio del 1771. La sua famiglia ha mantenuto all’interno anche una cappella funeraria con una lastra di marmo rosso che riporta le parole di Napoleone negli ultimi istanti di vita.

La chiesa è stata fatta in un periodo sicuramente anteriore il possesso francese, infatti fu compiuta nel 1593 e dedicata all’Assunzione della Madonna. Oltre alla navata principale, seppure l’intera costruzione non sia enorme, si contano sette cappelle laterali e non può sfuggire la facciata barocca dal colore ocra.

Se invece si vuole andare molto indietro nel tempo, addirittura alla preistoria, c’è un sito molto suggestivo e interessante risalente addirittura a 7000 a. C. Alcuni studi archeologici hanno evidenziato il fatto che lo stesso sia stato abitato fino al Medioevo di cui rimangono tracce di occupazione. Il Castellu di Cucuruzzu, così si chiama il sito, è una vera e propria testimonianza del periodo dell’età del bronzo, ovvero del secolo II a.C.

La fortezza somiglia a una prua formata da differenti blocchi di pietra che pesano circa una tonnellata ciascuno. Si può visitare questo sito camminando lungo il sentiero tra le pareti enormi della pietra e seguendo un camminamento si possono raggiungere anche le rovine medievali di Cappula, che si trovano a breve distanza.

Per visualizzare a confronto l’età antica e quella moderna, si può visitare il Museo della Corsica che è stato posto all’interno della cittadella di Corte edificata tra il XV e XVIII secolo. Qui è possibile vedere l’evoluzione della Corsia nel tempo, da un punto di vista antropologico.

Esistono due collezioni permanenti che mostrano la vita tradizionale dei pastori e degli allevatori con la relativa evoluzione dei costumi e l’aspetto moderno dell’isola nella volontà di realizzare una economia più industrializzata e volta al futuro.

Un aspetto molto italiano si può ritrovare all’interno del Museo Fesch di Ajaccio che, sebbene fondato successivamente alla predita della Repubblica di Genova, ovvero tra il 1827 e il 1868, contiene al suo interno una discreta mole di dipinti italiani.

Il museo, oltre a essere il più importante di Francia dopo quelli parigini, ha al suo interno una collezione di oltre 17.000 oggetti tra sculture, quadri, oggetti di oreficeria e mobili, nonché stoffe pregiate e paramenti liturgici. Al suo interno potrete trovare pezzi d’autore di importanti pittori tra i quali, Botticelli, Tiziano e il Veronese, solo per citare i più conosciuti.

Veliko e Malo jezero (Grande e Piccolo Lago): i due laghi salati croati

I laghi Croati

La Croazia si compone di ambienti prettamente naturalistici, ed è la meta ideale per tutti coloro che amano passeggiare lungo spiagge e laghi, in acque cristalline e protette, tutte meravigliose. I turisti che vengono in visita in queste aree della Croazia di aspettano esattamente questo, paesaggi mozzafiato, e anche tantissimi fotografi giungono in questi territori per scattare delle foto stupefacenti a tutti questi panorami che sicuramente meritano una maggiore importanza in tutto il mondo.

Tutti coloro che accorrono in queste aree, anche comodamente in traghetto prenotando dal portale Traghetti per Croazia rimangono stupefatti dalla magnificenza di questi territori, ma l’area non è ancora abbastanza conosciuta, e attraverso questa guida andremo ad analizzare dei territori che sono da visitare almeno una volta nella propria vita.

Cosa visitare nell’area della Croazia?

L’area della Croazia dispone di un’infinità di paesaggi naturalistici, oltre ai paesaggi di città, anche quelli da non perdere una volta in visita in questa meravigliosa Nazione. La Croazia inoltre, è composta da moltissimi laghi, caratteristici per la presenza di acqua salata, e in questa guida parleremo dei due laghi croati principali, il Veliko e il Malo Jezero, soprannominati Grande e Piccolo Lago.

Il Veliko e Malo Jezero, i due laghi croati

Questi due laghi salati croati sono ubicati nel parco nazionale di Mljet, che prende il nome dalla denominazione dell’isola, appunto Isola di Mljet, di fronte a Dubrovnik. Questi due laghi sono caratteristici per la loro forma, sono infatti due laghi salati uniti fra di loro da uno stretto passaggio che rappresenta un canale per poter transitare tra le diverse acque. All’interno di questa area c’è una meravigliosa isola con enormi spazi verdi e panchine per poter ammirare la natura fresca ed incontaminata della Croazia.

Al centro del Grande Lago sorge una piccola città, visitabile, e assolutamente consigliata a tutti i turisti che vanno in visita in questa area, all’interno della quale troviamo un antico monastero benedettino, al quale è possibile accedere tramite visita guidata, costruito nel dodicesimo secolo.
Il giro guidato dei due laghi è effettuabile in barca, ed è possibile scendere nelle isole disposte al centro dei laghi per potersi immergere nella natura e visitare dei posti meravigliosi che vi resteranno fotografati nella memoria per sempre.

I laghi sono inoltre stati attrezzati per permettere a tutti i turisti di poter fare un bagno nelle acque croate, infatti dispongono di piccole spiagge da non perdere. Il bagno al lago è un’attività consigliata in tutti i tour della città, ed è una sosta quasi obbligata da effettuare per godersi la propria esperienza al meglio.

Quali altri laghi sono presenti nell’area della Croazia?

I laghi croati non si limitano al grande e piccolo lago, ed essendo una nazione ubicata sulla costa, dispone di acque stupefacenti, che si traducono in molti altri laghi e mare. È stato inoltre istituito il parco nazionale dei laghi croati, che si compone di una riserva forestale di 295 chilometri quadrati. I laghi sono collegati da cascate che si estendono ulteriormente in un grande canyon calcareo, composto da viali e sentieri escursionistici.

Il Monte Capanne all’Isola d’Elba

Con i suoi mille metri di altezza sul livello del mare, il Monte Capanne è il punto più alto dell’Isola d’Elba nonché un ottimo luogo per una visuale completa sulle isole dell’Arcipelago Toscano. Dopo aver quindi raggiunto l’Isola d’Elba in traghetto, prenotando online sul portale Traghetti Isola d’Elba e dopo averla esplorata in tutto il suo splendore, offerto in qualsiasi mese dell’anno, potrete quindi avviarvi verso “la conquista” del Monte. Ecco tutto quello che c’è da sapere per organizzare un’escursione sul Monte Capanne.

Le caratteristiche del Monte Capanne
Il Monte Capanne è sicuramente il punto più alto di tutta l’isola in quanto raggiunge l’altezza di 1019 metri sul mare. La sua composizione è di natura sostanzialmente rocciosa: con l’erosione dovuta al vento e all’acqua nel corso dei secoli, in alcune zone della salita si possono incontrare delle conformazioni pietrose dalle forme davvero particolari.

Le pendici del monte, soprattutto più in pianura, sono caratterizzate da una vegetazione tipica della macchia mediterranea. Ciò contribuisce a renderlo l’habitat naturale per molte specie animali e vegetali come i mufloni oppure le delicate orchidee.

Il suo nome molto curioso deriva probabilmente dalle tipiche abitazioni, le capanne appunto, che i pastori del luogo costruivano lungo le pendici del Monte per trovare riparo la notte. Un’antica leggenda vuole che le acque delle sorgenti presenti sul Monte arrivino direttamente dalla Corsica tramite condotte naturali al di sotto del mare.

Cosa fare sul Monte Capanne
Il Monte Capanne è l’unico luogo in tutta l’Isola d’Elba capace di regalare un panorama mozzafiato che abbraccia tutto il golfo. Dalla sua sommità, infatti, si possono vedere le isole di Capraia, Pianosa, Montecristo e Gorgona ma nelle giornate più nitide si distingue perfettamente anche la Corsica.

Il Monte è amato da turisti e residenti per la possibilità di fare trekking e scoprire le bellezze delle sue pendici, di origine rocciosa, che nascondono una flora e una fauna molto ricche. Sulla sua cima si può fare anche birdwatching, alla scoperta di alcune specie di volatili che si trovano quasi esclusivamente qui, come i rapaci che negli anfratti del monte fanno il loro nido.

Nella stagione autunnale, nei boschi di lecci che costeggiano le pendici della montagna, si possono raccogliere oltre duecento tipologie di funghi. Molto apprezzata la specie di fungo porcino nero, protagonista anche di tante sagre e degustazioni che vengono organizzate in varie località alle pendici del Monte Capanne.

Come raggiungere il Monte Capanne
Raggiungere il Monte Capanne non è affatto difficile ed è un obiettivo alla portata di tutti i visitatori. Per gli appassionati di trekking e per quelli che non si spaventano di fronte ad una lunga camminata, il consiglio è quello di raggiungere il Monte Capanne a piedi, sfruttando uno dei tantissimi sentieri chiamati mulattiere poiché nei secoli passati erano percorsi esclusivamente in groppa ai muli. Periodicamente durante l’anno è possibile partecipare a visite guidate (molte sono anche gratuite, soprattutto durante il Festival delle Camminate) che portano fino in cima al monte.

Per quelli che invece non se la sentono di camminare l’alternativa valida è la cabinovia che in pochi minuti porta direttamente sulla sommità del Monte. La stazione di partenza si trova a Marciana, le cabine sono per due persone e una volta arrivati in cima, oltre a godere di un ottimo panorama, si può programmare una sosta ristorativa nella locanda del rifugio dove c’è un bar e una tavola calda.