La Piazzetta: il vero simbolo della Capri mondana

Capri è certamente da considerarsi una delle più belle isole d’Italia e del mondo: dopo averla raggiunta in traghetto consultando le tratte e gli orari disponibili sul sito web Capri Traghetti ci si potrà subito rendere conto del suo splendore. Basta ammirare i Faraglioni dal Monte Solaro o da villa San Michele di Anacapri per rendersi conto di quanta bellezza sia custodita in questa perla del Golfo di Napoli.

La Grotta Azzurra, l’Eremo di Santa Maria a Cetrella e i Giardini di Augusto sono le altre attrazioni di un’isola tutta da scoprire e da vivere, senza dimenticare il simbolo della Capri più mondana, ovvero la Piazzetta.

La Piazzetta ieri e oggi

La Piazzetta, ovvero Piazza Umberto I, è oggi il luogo più alla moda di Capri, con i tavolini dei bar dove tutti sostano non tanto per riposare ma soprattutto per farsi guardare. Proprio come avveniva in passato, quando la Piazzetta accoglieva attori di Hollywood, celebrità e re: come non ricordare Maria Callas e Aristotele Onassis, il principe Alessandro Rispoli, abituato a presentarsi con tanto di pappagallino sulla spalla e persino il poco raccomandabile gangster Lucky Luciano.

La Piazzetta è certamente piccola, con la sua edicola, il settecentesco Municipio e la Torre dell’Orologio, con l’elegante quadrante decorato in maioliche e con le campane che ogni quarto d’ora risuonano per tutta Capri. Si pensi che il pavimento all’interno della torre è stato realizzato con materiali provenienti direttamente dalla Villa Jovis, dalla quale l’imperatore Tiberio governava Roma.

Molti hanno paragonato la Piazzetta addirittura a luoghi ben più estesi quali il Rossio di Lisbona o addirittura alla veneziana Piazza San Marco. Si tratta infatti di un luogo assai affascinante, raggiungibile da Marina Piccola e Anacapri in autobus, mentre da Marina Grande in funicolare: quest’ultima arriva proprio nei pressi di una terrazza decorata con un colonnato bianco, dalla quale la vista sul Golfo di Napoli è a dir poco spettacolare.

Cosa vedere

La piccola scalinata della Piazzetta porta alla bianca Cattedrale di Santo Stefano risalente al XVII secolo: sorge sulle vestigia di un cinquecentesco convento benedettino di cui resta il campanile, stranamente staccato, che domina la Piazzetta. A due passi dalla chiesa si trova il trecentesco Palazzo Arcucci, sede del Centro Caprense Ignazio Cerio, all’interno del quale sono custoditi reperti legati alla storia dell’isola.

Dalla Piazzetta partono una serie di strade quali Via Le botteghe, tra i vicoli più stretti di Capri, circondata da caratteristiche botteghe artigianali, e Via Caramelle, quella più ricca di boutique alla moda raggiungibile da Corso Vittorio Emanuele. Percorrendo Via Caramelle si raggiunge il bellissimo Belvedere Tragara dal quale i Faraglioni di Capri sembrano così vicini che sembra quasi di poterli toccare. Appena più in basso si può scorgere Villa Malaparte, una casupola rossa sita all’estremità di Punta Masullo e luogo dove Curzio Malaparte pare abbia scritto gran parte del suo Kaputt.

Davanti a tanta bellezza, è difficile pensare alla Piazzetta come luogo dove si svolgeva in passato un chiassoso mercato di pesce e verdura: è stata l’iniziativa del garzone Raffaele Vuotto nel 1936 a dare un nuovo volto alla piazza, sistemando tavolini nella chiazz, come la chiamano i locali.

Ischia e le sue risorse

Ischia è la bellissima isola del Golfo di Napoli che attira ogni anno migliaia di turisti da tutto il mondo. Famosa non solo per le sue caratteristiche naturali, ma anche folcloristiche e culturali. Così bella che in passato è stata spesso teatro di film hollywoodiani. Qui c’erano ospiti del cinema del calibro di Liz Taylor, Romy Schneider e Bud Spencer.

L’isola si trova nel sud Italia ed è caratterizzata da temperature miti e calde tutto l’anno. Questo clima caldo favorisce la coltivazione di vino, pomodori, fichi e melograni. Infatti tra le tante bellezze dell’isola d’Ischia non possiamo non ricordare la cucina con la sua doppia anima di mare e terra, ovviamente connessa al luogo e al passato dei pescatori e dei contadini.

Innumerevoli sono poi le attrazioni e i bellissimi luoghi che meritano di essere visitati, per trascorrere momenti imperdibili. Tra tutti il Castello Aragonese, una maestosa fortificazione medievale che si erge su di un isolotto roccioso. Contiene in esso chiese, affreschi e giardini sospesi tra cielo e mare in un’atmosfera fuori suggestiva.

Da visitare anche il comune di Sant’Angelo, un’ottima destinazione per una gita di un giorno. La graziosa cittadina ha una piccola spiaggia dove ci si può rilassare dopo un po’ di shopping o passeggiare dopo aver bevuto un espresso italiano in uno dei graziosi caffè.

Sicuramente, aspettano di essere visitati i meravigliosi Giardini Ravino e Giardini La Mortella a ovest e nord-ovest dell’isola. Mentre i Giardini Ravino hanno una delle più belle collezioni di piante grasse, i Giardini La Mortella sono pieni di fiori tropicali.

Il secondo comune più grande dell’isola, Forio, si trova nella parte occidentale di Ischia. Con uno splendido centro città e il santuario di Santa Maria del Soccorso, da visitare al tramonto, grazie alla sua posizione unica e offre un belvedere mozzafiato.

Per gli amanti delle escursioni, si consiglia anche la scalata del monte Epomeo, gioiendo poi dello stupendo panorama che ha su tutta l’isola e godendo di una piacevole aria fresca anche.

E’ evidente che l’isola non è rinomata solo per la sua natura e le sue graziose località, ma anche per le spiagge e le terme che promettono relax e benessere fisico. Troverete spiagge e piccole baie ovunque lungo la costa. Tra le più belle ci sono, la spiaggia di San Francesco spaziosa e ben tenuta che si trova a nord di Ischia. Sempre a nord la spiaggia di San Montano. Poi la famosa Spiaggia di Citara di sabbia fine vicino a Forio. Mentre nella parte orientale dell’isola si trova la spiaggia Degli Inglesi, piccola spiaggia cittadina non molto lontana da Ischia Porto .
Una vera caratteristica dell’isola d’Ischia sono le sorgenti termali, residuo delle attività vulcaniche e che si possono trovare tutto il territorio. Soprattutto nelle stagioni più fredde si può beneficiare di un bagno rilassante nell’acqua, che ha un temperatura di oltre 25 gradi.

Da segnalare Baia di Sorgeto, una delle sorgenti termali più famose nella zona sud, in cui l’acqua calda scorre direttamente dalle rocce verso il mare. Un’altra è la Sorgente dei Nitrodi, che tra le proprietà delle sue acque ha anche quella di curare l’acne e la psoriasi.

Ad Ischia le giornate si susseguono liete e briose tra attività in acqua e all’aria aperta, visite culturali e assaggi delle prelibatezze locali. Per recarvi qui sarà sufficiente imbarcarvi in un traghetto, prenotando possibilmente in anticipo sul sito Traghetti Ischia ma prima è bene darvi un avviso: qui è davvero possibile provare La Dolce Vita.

I posti per famiglie consigliati in Sardegna

La Sardegna è patrimonio marino e culturale rinomato in tutto il mondo. Questa antica isola (alcune teorie la vogliono come prima terra emersa dalle acque durante l’era antica), scolpita da venti e acque nelle sue rocce dalle forme incredibili, dalle spiagge bianche come latte o rosa come un petalo di fiore, il suo entroterra nel quale ancora sopravvivono usi e costumi appartenenti ad un retaggio culturale unico al mondo, la rendono meta di un turismo internazionale.

Ambita quindi come meta dai viaggiatori di tutto il mondo, la Sardegna può riservare molteplici opportunità di viaggio, sia culturale che balneare, abbandonandosi all’ozio di una spiaggia o di una caletta isolata oppure stimolati nel divertimento all’interno di uno dei tanti villaggi costruiti, con grande rispetto architettonico, su tutto il periplo costiero. È altrimenti ideale anche per chi cerca un viaggio alla scoperta di usi e costumi ancora vivi, nonostante un progresso che fagocita anche le culture più autentiche. Questo, e tanto altro, sono la Sardegna.

L’isola si adatta perfettamente anche ad un turismo rivolto alle famiglie, nuclei composti da bambini e genitori con esigenze reciproche diverse, ovviamente mettendo al centro dell’attenzione soprattutto i viaggiatori più piccini.

Una delle occasioni più stimolanti per compiere un viaggio studiato per una famiglia in Sardegna, è la scoperta delle varie località attraverso il camper o la roulotte: basterà raggiungerla in traghetto prenotando sul sito offertetraghettisardegna.net e potrete trasportare con voi il vostro mezzo senza alcun problema. I campeggi sono disseminati ovunque e accolgono le famiglie concedendo loro anche momenti ricreativi studiati per ogni tipo di esigenza, sia per i genitori che per i loro figli.

Così la formula villaggio non è da escludere se ricercate una vacanza rilassante, comunque all’interno di contesti naturalistici importanti, da sogno, con spiagge da cartolina e attività ricreative variegate. Corsi di nuoto, possibilità di praticare lo snorkeling o il diving assistito, corsi di vela, arceria, attività ludiche per bambini organizzate da animatori competenti che impegnino le giornate dei più piccoli lasciando ai genitori momenti liberi, sono occasioni che l’isola offre in diversi punti della sua costa.

Questa tipologia di vacanza la ritroviamo in località rinomate come Canniggione, nel Golfo di Arzachena, ad appena mezz’ora di automobile dalla meravigliosa Costa Smeralda delle vacanze più ‘glamour’, a San Teodoro, sulla costa orientale, non lontana dall’approdo marittimo dei traghetti di Olbia, o dall’aeroporto della medesima località, punto d’arrivo fondamentale sulla costa est dell’isola, oppure nella bella Alghero, punto strategico per scoprire l’anima catalana della Sardegna o giungere in poco tempo presso le celebri spiagge di Stintino, tra le più belle al mondo.

In quest’ottica altre località, come Bosa Marina, o le spiagge ad est ed ovest del capoluogo Cagliari, non sono da escludere, località anch’esse di grande valore naturalistico e panoramico.
La formula villaggio non è la sola possibile e per le famiglie che non necessitano di una vacanza coinvolgente dal punto di vista della vita sociale, ma che al proprio tempo libero chiedono l’esclusività di occasioni uniche, la possibilità di ricercare luoghi di questo tipo non è assolutamente difficile.

Tornando sul nord est dell’isola, il piccolo, suggestivo arcipelago della Maddalena, tra Caprera e la stessa isola della Maddalena, sono l’ennesima testimonianza di come la Sardegna si offre con grande generosità di occasioni e luoghi.

Non ultime le isole di Sant’Antioco e Carloforte, poco distanti da Cagliari, isole dalla grande offerta naturalistica, culturale, gastronomica.

Buon divertimento quindi a tutte le famiglie che sceglieranno la Sardegna per le prossime vacanze, consigliando loro, se possibile, di concedersi un periodo di villeggiatura anche al di fuori della stagione estiva.

Pulire casa senza stress con i robot aspirapolvere

L’avvento delle tecnologie e, in particolare, quella dell’Internet of Things e degli elettrodomestici automatizzati, ha apportato delle modifiche radicali a qualsiasi mercato. Quello della pulizia in casa non è un’eccezione e possiamo quindi contare, adesso, sulla presenza commerciale dei “robot aspirapolvere”.

Sono una realtà che si è affacciata nelle case dei più curiosi già vent’anni fa, ma che adesso, anche grazie all’interazione con altri dispositivi interni alle case (come Alexa, o altri dispositivi intercomunicanti fra loro) ha ormai preso piede definitivamente, sviluppandosi moltissimo in tempi davvero brevi e costituendo ormai una soluzione pratica ed efficiente a situazioni dove le pulizie in casa diventano una faccenda da incastrare in mezzo molti impegni, o semplicemente estremamente tediosa.

Cosa sono i robot aspirapolvere

A questo punto è necessario spiegare meglio cosa sia un robot aspirapolvere. Come il nome suggerisce, sono degli elettrodomestici automatizzati con funzione di aspirapolvere. Vengono chiamati robot in quanto, oltre che ad avere delle programmazioni specifiche per reagire a determinate situazioni, come un dislivello sul pavimento, un ostacolo lungo il percorso o dei materiali non adatti ad essere aspirati, possono essere programmati tramite funzioni specifiche per, ad esempio, passare più volte in un punto particolarmente ostico, o attivarsi a una specifica ora del giorno, o persino attivare o meno le funzionalità aggiuntive di lavaggio pavimenti o simili.

Questi robot sono dotati spesso non solo d’impianti di aspirazione, paragonabili a seconda del modello ai concorrenti “manuali” sia a livello di potenza che di adattabilità, ma anche di altre aggiunte come le spazzole o il panno per lavare le superfici già aspirate. Alcuni modelli estremamente specifici possono persino arrivare a contenere un programma specifico per lucidare i pavimenti o applicare dei programmi speciali una volta finiti quelli “classici”, ma essendo eccezioni, solitamente i modelli presenti ora sul mercato si autogestiscono completamente nel processo di aspirazione e lavaggio.

Come funzionano questi robot

A questo punto, lette le meraviglie tecnologiche possibili, è impossibile non cercare di capire come sia stato reso fattibile tutto questo.

I robot aspirapolvere contengono diversi sensori al loro interno: sensori di prossimità, meccanismi autopulenti, sensori per il controllo dell’autonomia rimanente, persino wi-fi o altri sistemi di comunicazione esterna per essere gestiti senza intervenire manualmente sull’elettrodomestico.

Chiaramente, se non fosse già ovvio, sarà comunque necessario svuotare il serbatoio dalla sporcizia e di tanto in tanto occuparsi della manutenzione pratica del robot, ma queste funzioni sono ridotte al minimo indispensabile e, per lo più, questi elettrodomestici riescono ad essere completamente autosufficienti.

I modelli di punta del 2019-2020 sono capaci di azioni incredibili, non solo programmabili da qualsiasi parte del mondo grazie alla costante connessione wi-fi e la possibilità d’interazione con sistemi di gestione domotica come Alexa, ma riescono a dare informazioni precise, in tempo reale, di tutto il processo di pulizia: ostacoli, problemi di natura tecnica, autonomia residua. I sistemi automatizzati permettono ormai a questi robot di rientrare automaticamente nelle loro basi di ricarica, aspettare di avere sufficiente batteria e tornare a finire il lavoro, per poi rientrare nuovamente nelle proprie stazioni.

Per i meccanismi interni di pulizia, ormai si sfiora la fantascienza: alcuni modelli, grazie a delle tecnologie specifiche al loro interno, riescono a disincastrarsi da peli o altri oggetti particolarmente ostici, rendendo quindi possibile il completamento della pulizia in ogni circostanza.

In conclusione

Se stavi leggendo pensando che i robot aspirapolvere sono un vezzo tecnologico per chi ha troppi soldi da spendere, o per chi ha troppa poca voglia di fare le cose, è possibile tu abbia compreso le vere potenzialità di questi elettrodomestici. Ridurre al minimo il consumo di elettricità, avendo il processo ottimizzato da un calcolo matematico di un robot, oppure semplicemente ottimizzando i tempi in casa, ad esempio occupandosi di altre faccende mentre il robot sta facendo il proprio lavoro, potrebbero significare tanti vantaggi, economici e soprattutto di tempo.

L’unica vera pecca di questi modelli contemporanei è di essere fin troppo perfetti: i film dove queste cose venivano inizialmente anche solo immaginate ci avevano preparato a vendette e comportamenti aggressivi, mentre questi robot si limitano a semplificarci la vita nelle faccende domestiche e a non aprire mai bocca per lamentarsi di quante briciole facciamo cadere a terra. Se sei alla ricerca di un robot aspirapolvere che fa per te consulta il portale web www.robotaspirapolvereofferte.it dove trovi recensioni, prezzi e offerte sui migliori modelli in vendita online.

Gli step da seguire per pulire bene la tua borraccia in alluminio

Ecologica, riutilizzabile e plastic free, la borraccia per l’acqua sta vivendo un vero e proprio boom. Un successo dovuto alla crescente sensibilità del pubblico verso le tematiche ambientaliste, tra cui negli ultimi anni l’uso (e abuso) degli oggetti in plastica ha ricevuto una particolare attenzione.
Di conseguenza, sempre più persone, soprattutto tra i giovani, optano per delle borracce riutilizzabili, fino a pochi anni fa accessorio esclusivo degli sportivi, al posto delle classiche bottigliette monouso di plastica. Oltre che amiche dell’ambiente, le borracce in alluminio sono comode ed economiche: una volta acquistata, non ci saranno spese extra, perché la si può riempire ovunque.

Ma come pulire e igienizzare la propria borraccia? In questa breve guida ti forniamo le indicazioni step by step per pulire bene e mantenere nel tempo la tua borraccia in alluminio.

Cura quotidiana della borraccia

Essendo un oggetto riutilizzabile, la bottiglia dell’acqua in alluminio necessita di alcuni semplici accorgimenti per tenerla pulita. Come è noto, gli ambienti umidi sono l’habitat ideale per batteri e funghi, che qui si moltiplicano. Limitarsi a sciacquarla a fine giornata non è sufficiente per una corretta igiene, in quanto tracce di umidità rimangono sempre, creando un ambiente dove potrebbero proliferare i germi. I batteri possono comparire anche perché hai lasciato la borraccia aperta, o è stata toccata con le mani sporche, per questo è importante un’accurata pulizia.

Il primo step è quindi procurarsi una spazzola sottile con manico, di quelle che si trovano in ogni negozio di casalinghi, se la tua bottiglia non è già dotata di un apposito scovolino. L’ideale sono quelle con il manico in legno e le setole naturali.

Quanto al detersivo, ti sconsigliamo quelli troppo aggressivi, che possono diventare anche dannosi per la salute, come la candeggina. Questo tipo di detergenti dovrebbe costituire una soluzione di emergenza, se in casa non hai altri detersivi, o se la borraccia è particolarmente sporca perché non è stata pulita per parecchio tempo. E’ sempre meglio eseguire una pulizia quotidiana, per la quale potrai optare per un detersivo per piatti naturale. Ne basta una goccia sulla spazzola per pulire a fondo l’imboccatura, il tappo e l’interno della borraccia.

Se in casa non hai detersivo per piatti (magari perché c’è già la lavastoviglie) o preferisci autoprodurti i detersivi, andrà benissimo anche un detergente home-made, creato con aceto di mele, bicarbonato, limone o una combinazione tra i tre. Mescola un cucchiaino scarso di bicarbonato in poco aceto di mele e/o succo di mezzo limone, intingi la spazzola e strofina la pasta così ottenuta su tutta la borraccia e sul coperchio.

Il bicarbonato pulisce e deodora, l’aceto e il limone sgrassano. Esegui il riasciacquo con acqua calda, e lasciala asciugare a testa in giù nello scolapiatti, o comunque in un ambiente fresco e ventilato, senza il tappo.

In caso tu abbia trascurato la pulizia per qualche giorno, niente paura: prima di andare a dormire versa poco bicarbonato e una goccia di succo di limone nel contenitore, chiudilo e agita per miscelare gli ingredienti. La mattina dopo sciacqua la borraccia sotto acqua corrente. L’odore di umido sarà sparito e la borraccia sarà nuovamente utilizzabile.

Ovviamente, se hai una lavastoviglie puoi lavare lì la borraccia. Le alte temperature igienizzano e contrastano la formazione di batteri. In questo caso, a ciclo di lavaggio concluso, tira fuori la borraccia e lasciala all’aperto perché si asciughi più velocemente e non si formi condensa.

In commercio esistono anche borracce con il fondo estraibile, che permette una pulizia ancora più accurata. Se stai ancora scegliendo il modello di borraccia da acquistare, tieni presente che esiste anche questa proposta, oltre alle borracce autopulenti, che contengono una mini lampada UV-C. Chiaramente, in questo caso, il prezzo dell’accessorio tende a essere più alto rispetto alle comuni borracce. Se hai l’imbarazzo della scelta o sei indeciso vai sul sito web www.borraccetermiche.come trova la borraccia che fa per te!

Consigli utili per la scelta del proprio percorso dopo le scuole medie

Assistere i ragazzi per la scelte da compiere dopo il termine delle scuole medie non è semplice: bisogna ricordarsi che si tratta di persone che si stanno approcciando all’adolescenza, e che hanno quindi diversi dubbi e paure amplificati anche dal periodo.

Siamo stati tutti ragazzi e ricordiamo bene che l’imposizione genitoriale non aveva appiglio sulle nostre scelte, in particolar modo nelle decisioni in merito alla scuola superiore e quindi ai 5 anni di vita successivi.

Sarebbe probabilmente semplice stilare una lista dei consigli da seguire ma la verità è che non si può risolvere il tutto con una linea guida standard. La difficoltà del lavoro genitoriale sta proprio in questo, nel captare i bisogni più reali dei propri figli, che hanno una propria personalità e modo di porsi nei confronti della vita.

Le linee guida che possiamo considerare “più valide” e che vanno ad ogni modo seguite tenendo in considerazione di tutti i casi o le circostanze particolari, sono fondamentalmente queste:

Bisogna assicurarsi che i ragazzi conoscano quali siano le alternative a loro disposizione e possano, in modo consapevole, operare la loro scelta senza ripensamenti o rimpianti futuri. La collaborazione degli insegnanti delle scuole medie, che hanno visto il percorso disciplinare e didattico e contribuito all’istruzione dei ragazzi, può essere un parere considerabile per comprendere quale sia l’indirizzo più opportuno, ma deve essere limitato alla forma di consiglio poiché la decisione finale spetta ad ogni modo al ragazzo.

Fortunatamente ad oggi vengono organizzati dei corsi di orientamento da parte degli Istituti superiori o in sedi esterne come quelli proposti da blog.planyourfuture, proprio per conferire ai ragazzi una maggiore consapevolezza delle proprie scelte: durante queste giornate si ha la possibilità di confrontarsi con un programma didattico redatto appositamente per l’indirizzo che si visiona, si ha modo di osservare dall’interno l’Istituto in tutti i suoi pregi e difetti strutturali e di interloquire con gli alunni che già frequentano quella stessa scuola per capire pienamente le difficoltà incontrate nell’approccio alle all’attività didattiche.

Anche la classica regola per la quale sia necessaria una certa continuità nel percorso di studi, ovvero per la quale chi ha avuto un percorso umanistico debba scegliere un Istituto che gli permetta di continuare in tal senso (e idem per le materie scientifiche) è un dogma che non deve essere obbligatoriamente rispettato.

Sono moltissime infatti le variabili che influenzano la scelta: le amicizie, la sicurezza personale, il modo di affrontare le difficoltà, le aspettative dei genitori nei confronti dei figli e molte altre ancora. L’unico consiglio davvero utile per comprende quale sia la strada opportuna è quello di rimanere accanto ai propri figli con la solidità di una roccia, garantendo loro gli strumenti necessari di conoscenza, e supportandoli a fronte di qualsiasi scelta venga infine operata. Per accompagnare i propri ragazzi in questo percorso difficile, bisogna capire cosa effettivamente si aspettano dalla loro vita e condurli mano nella mano sulla strada che essi intendono intraprendere.

Cani: dove sono ammessi e dove no?

Amici a quattro zampe, dove possono seguire il loro padrone?

Per chi ancora non lo sapesse, l’ingresso degli amici pelosetti nei locali pubblici è regolato da un’apposita disposizione della Polizia Veterinaria. Secondo questo regolamento, i cani possono essere portati a passeggio nelle vie e nei luoghi aperti al pubblico a patto che abbiano il guinzaglio e, in caso di cani di grossa taglia, anche la museruola.

Per chi ha un cane da poco o per chi desidera cambiare il collare del proprio cane (o anche solo essere certo di utilizzare il migliore per la tipologia di cane), sul portale Collare per Cani è possibile reperire tutte le informazioni del caso ed eventualmente procedere con l’acquisto del collare più indicato (o più bello) per il proprio amico peloso.

Il collare è infatti un accessorio indispensabile dove dovrai andare ad attaccare il guinzaglio ed è sempre bene ricordare che, nel caso di transito su mezzi di trasporto pubblici, anche la museruola si rende obbligatoria per i cani di taglia media e grande mentre i cani di piccola taglia dovranno essere tenuti in braccio.

Pubblico e privato

Entrando nello specifico, si definisce pubblico, quel luogo di proprietà del demanio dello Stato; si prendano come esempio: uffici pubblici, ville comunali, parchi, giardini, ecc.
Sono invece aperti al pubblico, quei luoghi appartenenti a privati che, con regole specifiche vengono resi fruibili a tutti.

In questi casi specifici ci si potrà quindi trovare di fronte a divieti di accesso per animali domestici stabiliti da enti pubblici o da cittadini privati.

In entrambe i casi, i divieti dovranno essere apposti in maniera ben visibile sugli ingressi; di contro potrebbero essere consentiti gli ingressi agli animali in locali sia pubblici che privati, con restrizioni quali museruole e/o guinzagli.

Dove non si può negare l’ingresso ai cani

Ci sono ovviamente dei luoghi dove risulterà illegittimo non permettere l’ingresso ai cani accompagnati dai loro padroni. Si tratti di parchi, giardini e ville comunali.
La giurisprudenza infatti, racconta di sentenze che si sono espresse contro le ordinanze comunali che hanno, in alcuni casi, vietato l’ingresso dei cani in parchi e ville pubbliche.
Ovviamente resta demandato al buon senso civico dei proprietari dei cani, mantenere un giusto decoro del luogo e soprattutto, assicurarsi che il cane non possa provocare danni a persone o cose.

Diatriba irrisolta invece quella legata all’ingresso dei cani in spiaggia, tanto che molti gestori di stabilimenti balneari, hanno deciso di convertire le loro aree demaniali in luoghi dedicati a vacanze per cani accompagnati.

In molti lidi infatti l’accesso in spiaggia degli amici a quattro zampe è totalmente proibito, in altri è mal sopportato, in altri ancora sono state create delle aree piuttosto ghettizzate, insomma davvero un gran caos, che peggiora enormemente nelle spiagge ad accesso libero dove in mancanza di segnaletica apposita spesso si creano situazioni piuttosto imbarazzanti.
Eventuali divieti sono ovviamente nulli se si tratta di cani guida.

Ristoranti e bar

Fermo restando il concetto che non è assolutamente ammesso l’ingresso agli animali nei locali dove si preparano i cibi o meglio, dove insiste la manipolazione degli alimenti, (Regolamento n. 852/2004/CE), per quanto riguarda bar, ristoranti, pub o qualsiasi altro locale dove viene servito cibo a clienti in posti a sedere o in piedi, il diritto decisionale di ammettere i cani è demandato esclusivamente al gestore.

Costui infatti potrà decidere se ammettere gli animali in sala, ovviamente al guinzaglio e con, o senza, museruola. Sarà buona norma, informare la clientela che nel locale sono ammessi gli animali.

Valido anche il contrario, nel caso il gestore di un locale pubblico con somministrazione di alimenti e bevande decida di non ammettere animali, anche in questo caso sarà necessario esporre un avviso per informare i clienti che nel locale non sono ammessi gli amici a quattro zampe.

Tende 4 stagioni, vere alleate per il campeggio in inverno!

Fare campeggio è da sempre una delle modalità di vacanza più quotate. Distaccati dal caos cittadino, con il campeggio si raggiungono livelli di relax altissimi.
Natura, tenda e organizzazione sono gli elementi principali per trascorrere un soggiorno indimenticabile.

Ma è proprio sul termine ‘organizzazione‘ che ci vogliamo focalizzare. Con questa guida infatti vogliamo parlarti dell’importanza della ‘tenda 4 stagioni’ per i tuoi soggiorni invernali.

Cominciamo!

Caratteristiche e vantaggi della Tenda 4 stagioni

Tutta la sua struttura è realizzata con materiali che permettono un ottimo isolamento termico, essenziale nei periodi più freddi. Considera infatti che la maggior parte dei campeggiatori invernali professionisti, sfidano temperature a dir poco glaciali! Sono ottime quindi le performance anche in caso di pioggia, vento e neve. Ecco quindi che soventemente noterai materiali impermeabili, ancoraggi controvento e cuffie di ventilazione.

Il materiale più utilizzato per la pelaria di una tenda 4 stagioni è l’alluminio anodizzato, resistente ai fenomeni di corrosione e leggero a tal punto da permettere un’ottima trasportabilità del prodotto. Per i teli, i materiali più adatti sono invece quelli idrorepellenti e traspiranti come il poliestere ed il policotone. Puoi optare anche per una tenda a doppia parete, in modo da aumentare l’isolamento, ma questo incentiverà ovviamente il peso complessivo dell’articolo. In linea generale quindi possiamo dirti che i ‘pesi piuma’ in questo campo sono ben accetti a patto che non simboleggino scarsa copertura/isolamento.

Per quanto riguarda le dimensioni invece, devi tener conto che le tende da campeggio invernali sono più piccole rispetto al normale. In questo modo lo spazio interno è più piccolo e quindi capace di raggiungere una buona temperatura grazie al calore del corpo.

Accorgimenti utili in una tenda 4 stagioni

Per quanto riguarda la fase di montaggio, ti consigliamo in primo luogo di prestare costante attenzione ai picchetti. Essendo piazzati su terreni facilmente ghiacciati è bene utilizzarli nel formato ‘a vite’, evitando i classici lisci. I picchetti a vite infatti sono più difficili da storcere e creano più ancoraggio sul terreno.

Scegli sempre un suolo sufficientemente asciutto e possibilmente non esposto troppo al vento. Evita di postarti in prossimità di rami carichi di neve, alberi pendenti ed ovviamente nelle zone a rischio di valanghe e allagamenti. Se possibile cerca di posizionare la tenda verso est, in maniera tale che il sole sin dal mattino presto possa servirti a riscaldare l’abitacolo. Piccoli accorgimenti ma essenziali quanto si lotta contro l’inverno, una delle stagioni più impegnative per i campeggiatori.

Se durante il soggiorno le giornate risultano essere ricche di rovesci nevosi, fai attenzione a non accumulare troppa neve sul telo della tenda. Per quanto riguarda il rivestimento interno del pavimento invece, sentiamo di consigliarti un sacco a pelo oppure un tappeto espanso a cellule chiuse con altezza minima di circa 3 cm.

Per quanto riguarda la gestione interna di una tenda 4 stagioni, sentiamo di consigliarti di riporre sempre i vestiti negli angoli più bassi. È grazie a questa collocazione che al mattino li potrai ritrovare caldi e asciutti, senza subire consistenti sbalzi termini sulla pelle. Una cosa invece da evitare in maniera assoluta è quella di lasciar depositati i vestiti bagnati all’interno della tenda.

Ecco quindi che ti abbiamo appena fornito delle dritte importantissime per valutare e organizzare il tuo soggiorno invernale in tenda! Non ti resta che dare un’occhiata ai prodotti e accessori che trovi sul portale Campeggio Accessori che potrebbero esserti utili per questa fantastica e avventurosa esperienza!

Malta: isola delle Blockchain

Grazie a tre disegni di legge già approvati dal Parlamento, Malta ha regolamentato in modo completo l’uso della tecnologia Blockchain, diventando un vero punto di riferimento per tutte quelle imprese e gli investitori intenzionati a sviluppare progetti nel settore della moneta virtuale.

Infatti, attraverso il Malta Digital Innovation Authority Act, il Virtual Finacial Asset Act e Innovative Technological Arrangement and Services Act, è stato realizzata una esaustiva legislazione espressamente dedicata alla tecnologia innovativa che pone le sue basi sulla trasparenza e rapidità degli scambi nonché del salvataggio e conservazione di tutte le informazioni relative.
Questo ha determinato il fatto che Malta è il primo Paese d’Europa ad aprirsi in modo legislativo, a tutte quelle realtà già attive nella blockchain.

Di fatto, le leggi che sono indirizzate verso la blockchain offrono una tranquillità prima d’ora praticamente inesistente, dal momento che aziende ed investitori saranno tutelati da strumenti legali che possono essere attivati in caso di bisogno.

Inutile sottolineare il fatto che questa evoluzione favorirà Malta nell’essere sede di operazioni finanziarie di questo genere con logica crescita dell’economia locale.
È un nuovo quadro giuridico che risulta essere determinante per questo piccolo Stato a se’ ma ad ogni modo ben collegato e facilmente raggiungibile anche in traghetto prenotando dal sito Traghetti Malta.info la cui ambizione è quella di diventare un centro di scambi della blockchain.

L’idea che Malta, facente parte della UE, possa essere un esempio anche per altre nazioni della Comunità Europea a proposito di legislazioni sulle cripto valute, non è poi tanto peregrina.
Questo è quanto si è già discusso durante l’evento internazionale Malta Blockchain Summit che ha visto la partecipazione di ben ottomila persone appartenenti sia alla fascia di specialisti del settore, sia alla fascia degli imprenditori interessati.

Si è parlato anche di cyber-sicurezza durante il Summit dove sono state prese a riferimento le tradizionali piattaforme Exchange e dove è intervenuto anche l’ideatore del noto antivirus John McAfee che si è dichiarato pronto a stabilire una collaborazione a tal proposito.
Sono state discusse anche le tematiche riguardanti il nuovo quadro legislativo entrato in vigore, per l’appunto sulla Blockchain, sulle cripto valute nonché sul mondo della tecnologia DLT.

La fiducia e i pareri positivi sono stati espressi anche dal Presidente della Consulcesi Tech, società hi-tech che auspica la creazione di un frame work regolatorio adattabile alla tecnologia blockchain in modo da favorire sia gli investitori che i consumatori tanto da aver lanciato il primo fondo di investimento europeo ConsulCoin Cryptocurrency Fund, appositamente dedicato alle cripto valute e alla tecnologia blockchain.

Le autorità finanziarie maltesi, infine, hanno già rilasciato una licenza per la costituzione di un fondo che sarà realizzato insieme a Mashfrog, un’azienda tra le più significati che operano nell’industria Fintech che ha lanciato per prima una ICO europea.

Come organizzare al meglio lo zaino da trekking

Fare escursioni è un’esperienza bellissima perché offre la possibilità di osservare la natura in tutto il suo fascino, permette di entrare in contatto con la natura in quelle che sono tutte le sue piccolezze e fa bene anche al nostro organismo, allontanandoci dallo stress della vita quotidiana e dallo smog che circola in quantità eccessive in città.
Ma come ogni tipo di sport, anche per il trekking, anzi, soprattutto per il trekking, occorre una buona preparazione e disposizione del materiale per evitare camminate antipatiche o bruschi incidenti di percorso.

Poche semplici mosse
Una breve e facile spiegazione su come organizzare uno zaino da trekking

Ovviamente lo zaino è un elemento indispensabile visto che bisogna inserire dentro tutto l’occorrente necessario. Proprio per questo, dopo aver individuato quello più adatto a voi aiutandovi nella scelta consultando il sito web Zaino Scuola  e dopo averlo acquistato, è bene porre un’adeguata attenzione a come riempirlo adeguatamente. Ogni oggetto può avere un suo volume (più spesso o meno spesso), oppure una sua composizione (più duro o più morbido) ed è bene curare la loro disposizione:

  • in fondo allo zaino: gli oggetti leggeri è bene inserirli per primi per poi mandarli nella parte sottostante dello zaino. Questo perché si evita di avere oggetti duri e fastidiosi che premono sulla schiena e sulla muscolatura, andando ad appesantire la camminata. Quindi, tutti gli indumenti leggeri, gli impermeabili e il sacco a pelo, vanno ad occupare il fondo dello zaino;
  • oggetti pesanti: questi ultimi è consigliabile metterli vicino alla schiena, quindi tutti quegli oggetti che riguardano l’attrezzatura da trekking (come la corda per esempio), oppure il comodissimo fornello da campeggio ecc.
    Si può andare sul sicuro perché lo zaino va ad attutire il volume degli oggetti, quindi non ne risentirete della loro spigolosità e poi, il loro peso, serve per bilanciare il corpo ed evitare cadute rischiose. Infatti, se si devono intraprendere degli itinerari facili è consigliabile mettere tali oggetti nella parte superiore dello zaino, così da mantenere la colonna vertebrale in posizione eretta, mentre, per itinerari più difficili, è consigliabile posizionarli nella parte centrale dello zaino per bilanciare la schiena;
  • oggetti di peso medio: questi ultimi che possono essere i capi d’abbigliamento, è bene posizionarli nella parte centrale dello zaino, specie verso la parte più esterna. Questo anche in riferimento ad una questione di organizzazione. Nel senso che, i capi d’abbigliamento, devono essere facilmente reperibili, specie in condizioni di emergenza, come un temporale o un’intensa nevicata. Lasciare un impermeabile in fondo allo zaino e prendersi tutta l’acqua prima di estrarlo, non è la scelta migliore, per questo è consigliabile metterli in una zona accessibile;
  • oggetti più piccolini: anche questi, come quelli precedenti, è bene posizionarli in cima allo zaino, così che possano essere facilmente reperibili e che non possano essere dimenticati al suo interno. Tali oggetti possono essere una mappa, per non rischiare di perdersi, una crema solare per evitare scottature o comunque degli snack che possano mantenervi attivi durante l’attività;
  • nessun portachiavi: questi, come qualsiasi altro oggetto attaccato esternamente allo zaino, bisogna assolutamente toglierli. Vale per una questione di sicurezza: questi possono tranquillamente impigliarsi da qualche parte mentre state scalando o camminando, senza che voi ve ne accorgiate; ovviamente porterebbe ad una situazione pericolosa perché vi potreste sbilanciare e perdere l’equilibrio;
  • sacchetti: sono fondamentali e di un aiuto imprescindibile. Quelli impermeabili salvano da moltissime situazioni: in primis, riprendendo l’esempio di poche righe fa, da un temporale. I sacchetti possono salvare diversi capi d’abbigliamento evitando di indossarli che sono zuppi; oppure sono molto utili, quando bisogna buttare le cartacce o dividere le cose, senza cadere nel disordine. Insomma, sono di una comodità unica. Non pesano, non ingombrano, ma possiedono solo pregi; per questo, durante un itinerario sia facile che difficile, è bene conservarli all’interno dello zaino.